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Sagra del Pistacchio

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Le Sagre precedenti: 2003, 2002 - Manifestazioni estive 2004 - Il Pistacchio di Bronte


XIII Sagra del Pistacchio (2002)

Cosa hanno scritto quotidiani e riviste

             

2 Ottobre 2002

«Sagra del pistacchio»

Miss Etna 2002 è una ragazza paternese

La tredicesima Sagra del Pistacchio, oltre ad essere stata una grande vetrina di pistacchio e dei suoi prelibati derivati, dell'artigianato locale, dei prodotti tipici, e dell'antiquariato, ha riservato momenti di spettacoli che hanno visto una grande partecipazione di pubblico. Fra queste la fase finale dell'elezione di «Miss Etna», che ha visto la partecipazione di tante belle ragazze brontesi e della Provincia di Catania, eleganti indossatrici dei capi messi a disposizione da alcuni stilisti locali che, così, hanno potuto far ammirare la loro bravura.
Spettacolo nello spettacolo, poi grazie al direttore di «Bronteventi», Salvo Pennisi, poi ha previsto fra una sfilata e l'altra l'esibizione di diversi artisti e ballerini che, presentati anche loro dal bravo Edy Schilirò, hanno fatto da prologo alla difficile votazione da parte della giuria. Alla fine, dovendo scegliere, questa ha premiato la bella Valentina Anzalone di 19 anni, proveniente da Paternò, studentessa e già con esperienze come modella e come partecipante alla selezione italiana di Miss Universo. Le autorità presenti, inoltre, hanno avuto la possibilità di premiare anche due «Miss Fotogenia», ovvero Adele Pafumi di Catania e l'applauditissima Valentina Attinà di Bronte.
Interesse ha suscitato il «Primo premio nazionale di pittura estemporanea Città di Bronte», sul tema «Bronte ed il suo territorio, angoli, vicoli, chiese e vedute», voluta con forza dall'assessore alla Cultura, Antonello Caruso, che ha visto premiare dalla commissione presieduta dalla prof.ssa Giuseppina Radice gli artisti Vita Papa e Domenico Battaglia. Infine l’assessore alle Attività produttive, Vincenzo Sanfilippo, il consulente per la comunicazione e l'immagine del Comune, Giuseppe Petralia, ed altri esperti hanno premiato la vetrina del negozio di abbigliamento di Claudia Luca Millennium», di corso Umberto. [G. G.]


1° Ottobre 2002
Centomila visitatori e “assaggiatori” nelle tre giornate della sagra del pistacchio

La grande caccia all’«oro verde»

E il sindaco Leanza promette per il 2003 un’edizione boom

Il pistacchio ha vinto ancora. La Sagra del famoso «Oro verde» di Bronte ha rispettato i pronostici della vigilia in fatto di presenze. Dalle stime effettuate dalla polizia provinciale a Bronte durante i tre giorni sono giunte circa 50.000 auto, una media di centomila persone che hanno giornalmente affollato gli stand, assaggiato ed acquistato ogni tipo di prelibatezza che i pasticceri e i cuochi brontesi sono riusciti a addolcire con il verde pistacchio.
Piazza Spedalieri dove il direttore di «Bronteventi», Salvo Pennisi, ha ubicato tutti gli stand che vendevano prodotti al pistacchio, per l'intera durata della manifestazione è stata letteralmente presa d'assalto dai turisti che hanno potuto anche ammirare alcuni angoli di Bronte, appositamente illuminati con giochi di colore, per raggiungere gli altri punti della Sagra, dove erano stati sistemati gli stand gastronomici, quelli che offrivano prodotti di artigianato o prodotti vari.
Non a caso presso il comando della polizia municipale sono giunte telefonate di turisti intenzionati ad arrivare da Agrigento o da Messina. Soddisfatto il sindaco, Salvatore Leanza che a quasi chiusura della manifestazione, a fianco dell'assessore provinciale all'Agricoltura, Ignazio Gambino ha annunciato novità per la prossima Sagra quella del 2003, che ricordiamo è anno di raccolta: «L'anno prossimo - ha dichiarato il sindaco - faremo coincidere l'organizzazione della Sagra con la raccolta del pistacchio nelle nostre campagne. Così, oltre a promuovere i buonissimi derivati del nostro verde prodotto, faremo conoscere il frutto fresco e i sistemi della tradizionale raccolta del pistacchio».
Per chi non lo sapesse, infatti, il pistacchio crescendo su un terreno lavico fra più irti dell'Etna si raccoglie ancora con i metodi di una volta. Molta fatica di braccia e tanta, tanta buona volontà. Ammirare la raccolta del pistacchio, infatti, sembra quasi ritornare indietro nel tempo per accorgersi del grande contrasto, dove dalla nera ed acuminata lava sorge «nervosa», ma piena di vita, la pianta del pistacchio.
Tornando alla Sagra, chiaramente alla fine di pistacchio ne è rimasto davvero poco, perché venire a Bronte senza assaggiare la bontà della sua cucina tipica è un peccato che il palato non può compiere. Sono andati a ruba un po' tutti i piatti prelibati, e se per un attimo trascuriamo le torte e le creme, chi ha pranzato a Bronte ha sicuramente festeggiato di fronte ad un bel piatto di «pennette» fatte con la pasta fresca guarda caso fatta con la farina di pistacchio. Divertenti anche gli spettacoli di contorno organizzati alla perfezione dal direttore artistico Salvo Pennisi: dagli sbandieratori di Motta Sant'Anastasia alla sfilata dei carretti siciliani, all'elezione di Miss Etna al grande concerto di Enzo Gragnaniello. Difficile, comunque, fare delle stime sull'introito economico che la Sagra ha fruttato, ma se i numeri della folla si avvicinano leggermente ai guadagni, il pistacchio ha dimostrato di essere ancora una volta veramente l'«Oro verde» di Bronte. [G. G.]


29 Settembre 2002

Pistacchio in vetrina

Oggi chiude la Sagra

La festa è iniziata ormai da venerdì sera, quando il vicepresidente della Regione, on. Giuseppe Castiglione e il sindaco, Salvatore Leanza, hanno inaugurato la tredicesima Sagra del pistacchio brontese. Da allora a Bronte continuano ad arrivare turisti e golosi, i quali sanno che la Sagra del pistacchio è la vetrina più gustosa e prelibata che si possa trovare. Con il pistacchio, poi, non si fanno solo dolci buonissimi e gelati gustosissimi, ma si arricchiscono anche primi e secondi piatti, senza dimenticare salumi e mortadelle.
Una vera leccornia che i visitatori della Sagra fino a oggi potranno toccare con mano negli stand di piazza Spedalieri, dove si trovano le specialità al pistacchio, come ha voluto il direttore di «Bronteventi», Salvo Pennisi che ha suddiviso in settori il quartiere.

E' stata festa, comunque, subito già dopo il taglio del nastro quando il sindaco ed il vicepresidente della Regione sono saliti sul parco per rivolgere il saluto alla folla intervenuta: «Siamo qui per promuovere il nostro pistacchio - ha dichiarato il sindaco - in una Sagra che è unica come il prodotto che offre. Non a caso oggi è venuta la Rai per riprendere quest'avvenimento. Lancio da subito un'idea per il prossimo anno, quando potremo far venire la Rai durante la raccolta, organizzando la Sagra proprio durante questo periodo per far assaggiare ai visitatori il prodotto ancora verde, e far conoscere il tradizionale metodo di raccolta».

Ha aggiunto Castiglione: «Il territorio promuove il pistacchio che di rimando rivaluta il territorio stesso. Stiamo attuando tante iniziative che vedranno il pistacchio presente nelle fiere più famose, arricchito se possibile delle denominazioni che l'Oro verde merita».
Oggi gli stand apriranno alle 10 e i visitatori potranno anche vedere la sfilata dei Carretti siciliani. Nel pomeriggio il programma prevede l'esibizione dell'orchestra Serenade e poi alle 21 in piazza V. Castiglione, Enzo Gragnaniello chiuderà i festeggiamenti. [Gaetano Guidotto]


27 Settembre 2002

Giorno&Notte

Il pistacchio fa tredici: s'inaugura stasera la sagra di Bronte

Ci siamo. Questa sera va di scena il pistacchio e proprio nella terra che ne produce la maggiore quantità in Italia e che con il pistacchio è stata così generosa da renderlo unico al mondo per gusto e caratteristiche. A Bronte, insomma, si inaugura la tredicesima Sagra del Pistacchio, la manifestazione più attesa, non solo dai residenti della laboriosa e ridente cittadina, ma da tanti turisti siciliani e non.

Ogni anno, infatti, a Bronte vanno in tanti per assaggiare i prodotti e fare scorta delle «invenzioni» che i bravi pasticceri locali, con l’«oro verde» riescono a produrre. L'inaugurazione è prevista alle ore 18 nella piazza Spedalieri, con il vicepresidente della Regione, Giuseppe Castiglione, che, alla presenza del sindaco, Salvatore Leanza e di altre autorità, taglierà il nastro inaugurale, dando simbolicamente ai turisti la possibilità di ammirare anche il centro storico. Da questa sera, infatti, la via Umberto e le diverse piazze del paese saranno centri di "raccolta" e accoglienza dei visitatori che potranno orientarsi meglio grazie alla divisione in vari settori.

Piazza Spedalieri (zona A) è riservata all'esposizione e alla degustazione dei prodotti del pistacchio. Via Cavallotti (zona B) è dedicata agli stand della gastronomia. Il quartiere Catoio-via S.Maria di Loreto (zona C) è destinato all'esposizione degli oggetti di antiquariato e dell'arte. Piazza Giovanni XXIII (zona D) sarà cornice dell'esposizione dei prodotti tipici. Piazza Gaggini (zona E) ospiterà la mostra dei prodotti dell'artigianato locale. Personale ad hoc del Comune guiderà i visitatori e darà informazioni, mentre il campo sportivo e la zona artigianale garantiranno sufficienti spazi per la sosta delle auto private. Da li saranno i bus-navetta a trasportare gli interessati nelle zone del centro.

E; se non si vuole viaggiare in macchina per raggiungere Bronte, ci si può servire della Ferrovia Circumetnea, che con la sperimentata formula treno-autobus, fa una «tappa» apposita per consentire la visita agli stand. Ci sarà pure una babylandia in piazza Castiglione con personale specializzato per accontentare i più piccoli, magari mentre i genitori oltre a gustare pistacchio visitano le belle chiese brontesi che, per l'occasione, saranno aperte mettendo in mostra la loro storia, raccontata dalle guide della Pro loco. [Gaetano Guidotto]

21 Settembre 2002

La “tre giorni” sarà chiusa domenica 29 dall’assessore provinciale Gambino

La sagra del pistacchio pronta per la 13a volta a promuovere il prodotto che il mondo ci invidia

La sagra del pistacchio è la più popolare manifestazione brontese con la quale l'amministrazione comunale, insieme alla Pro loco, ai produttori e ai commercianti punta a fare conoscere il tipico prodotto agricolo. Anche quest'anno la nuova amministrazione comunale, guidata dal sindaco, dott. Salvatore Leanza, ha voluto organizzare la tredicesima edizione con delle novità per assicurare ai visitatori una rete di servizi che possano garantire loro delle ore piacevoli mentre gustano i prodotti preparati con il pistacchio. Per questa edizione hanno offerto il loro contributo la Regione siciliana, la Provincia regionale di Catania, l'Ente Parco dell'Etna, la Pro Loco di Bronte e la Banca Popolare di Bronte, oggi Banca Popolare di Lodi che si dimostra sempre disponibile a offrire i propri servizi alle aziende brontesi. La sagra sarà inaugurata, venerdì 27 settembre, alle ore 18 nella centralissima piazza Spedalieri, dal vicepresidente della Regione e assessore all'Agricoltura, Giuseppe Castiglione, alla presenza del sindaco, dott. Salvatore Leanza, è di altre autorità; la cerimonia di chiusura della sagra sarà effettuata da Ignazio Gambino, assessore all'Agricoltura della Provincia, domenica 29 settembre.

Da venerdì 27 a domenica 29 settembre il corso principale e diverse piazze del paese saranno centri di attenzione dei visitatori.La zona A (piazza Spedalieri) è riservata all'esposizione e alla degustazione dei prodotti del pistacchio; la zona B (via Cavallotti), è riservata agli stand della gastronomia; la zona C (quartiere Catoio-via S. Maria di Loreto), è riservata all’esposizione degli oggetti di antiquariato e dell'arte; la zona D (piazza Giovanni XXIII), è riservata all’esposizione dei prodotti tipici; la zona E (piazza Gagini) è disponibile per l'esposizione dei prodotti dell'artigianato locale.

I visitatori possono ricevere delle informazioni, da parte dei giovani presenti in tre punti del paese.  I parcheggi disponibili per i visitatori sono quelli del campo sportivo e della zona artigianale, indicati dai cartelli. Lasciata l'auto, il visitatore potrà servirsi dei bus navetta che lo condurrà al centro del paese.
A proposito di collegamenti, la Ferrovia Circumetnea, nell'itinerario Catania - Randazzo - Rocca Calanna - Bronte, con la sperimentata formula treno-autobus, fa una tappa a Bronte per visitare gli stand. Per i figli dei visitatori, nella piazza Castiglione, è disponibile una babylandia con personale speci­alizzato.
Tutte le chiese del luogo saranno aperte, per essere visitate con delle guide messe a disposizione dalla Pro loco.
«L’amministrazione comunale - dichiara l'assessore all'Agricoltura Vincenzo Sanfilippo - ha prodotto un grande sforzo per offrire agli espositori e soprat­tutto ai visitatori una buona organizzazione, perché la sagra costituisce l'ap­puntamento per fare conoscere questo prodotto agricolo il quale rappresenta la principale fonte dell'economia locale».
«Il programma della sagra contiene pure momenti di spettacoli - spiega Salvo Pennisi, direttore artistico - quali il primo premio nazionale di pittura estem­poranea sul tema Bronte e il suo territorio; un raduno internazionale di auto "Lotus cars LTD"; uno spettacolo di musica con l'orchestra "Serenade", diretta dal maestro Giuseppe Cantone; lo spettacolo degli sbandieratori di Motta Santa Anastasia; spettacoli nei diversi settori della mostra. Inoltre la Rai ha assicurato un servizio sul pistacchio e suoi prodotti».  

PISTACCHIO E ARABI

La pianta del pistacchio è stata introdotta in Sicilia dagli arabi e nel terreno vulcanico del territorio di Bronte ha trovato l'ambiente ideale per una produzione del pistacchio migliore per qualità, fragranza e gusto. La produzione del pistacchio brontese è la più elevata d'Italia e il prodotto viene esportato in diversi Paesi d'Europa. 
Il prodotto viene impiegato dalle industrie dolciarie e da quella alimentare per la preparazione degli insaccati. La pianta produce il frutto a grappoli e la raccolta avviene ogni due anni. Il frutto, dopo la raccolta viene smallato e asciugato. Il seme a sua volta viene pelato ottenendo così il pistacchio colore smeraldo.
”La coltivazione del pistacchio - spiega il dott. Vincenzo Russo, agronomo e produttore - avviene spesso a conduzione familiare con grande impiego di energie fisiche e finanziarie, perché la coltivazione e la preparazione avviene senza impiego di mezzi meccanici. L'anno scorso, per le avversità atmosferiche, è andato perso il 60 per cento del prodotto”.

 1° Ottobre 2002

Alla Sagra del pistacchio di Bronte quest'anno presenze raddoppiate

Si è conclusa domenica sera con un concerto di Enzo Gragnaniello la tre giorni brontese all'insegna del pistacchio. Ad inaugurare la sagra venerdì nella centralissima piazza Spedalieri, c'erano il Vice Presidente della Regione, nonché assessore all'Agricoltura, Giuseppe Castiglione, il Sindaco Turi Lenza e l'assessore alle attività produttive Vincenzo Sanfilippo mentre domenica sera a garantire la presenza e il sostegno della Provincia ha provveduto l'assessore provinciale all'agricoltura Gambino.
Quella di quest'armo è stata la tredicesima edizione e l'appuntamento ha fatto registrare una massiccia presenza di turisti, al punto da far azzardare delle stime che vedrebbero il numero di visitatori quasi raddoppiato rispetto all'armo precedente. L'elemento certo che comunque si è rilevato è stato quello del corso principale, dove vi hanno transitato decine di migliaia di visitatori che si avviavano nei vari settori dedicati al pistacchio, alla gastronomia, all'antiquariato, all'arte e a tanti altri prodotti tipici artigianali. [Luigi Putrino]


29 Settembre 2002

Una sagra con leccornie

Col pistacchio adesso si fa anche la “nutella”

La chiamano "a frustac cream", ed è una sorta di nutella cremosa, completamente verde e dal gusto dolcissimo. Ma c'e anche il pesto, gli arancini e il gelato verde. Insomma ancora una volta la Sagra del Pistacchio, a Bronte, fa proseliti tra i viziosi del palato, giunti nella piccola cittadina etnea da ogni parte della Provincia. È il più buono, assicurano i brontesi. E tra i banchetti sparsi circolarmente per la piazza non possono mancare le torte al pistacchio, i biscotti e le crostate dal retrogusto inconfondibile.

Tre giorni di sagra e di notorietà, insomma, per il frutto verde tenero e più famoso del mondo. Numerosi gli stand allestiti in piazza Spedalieri, che da venerdì scorso, ha attirato, al più non posso, l'attenzione di tutti gli amanti del cosiddetto "oro verde dell'Etna" (il pistacchio) con una cerimonia di apertura (svoltasi venerdì pomeriggio) alla presenza, tra le varie bancarelle, anche del vicepresidente della Regione Giuseppe Castiglione, del Presidente del consiglio provinciale Santo Pulvirenti e del sindaco di Bronte Salvatore Leanza. Oggi la chiusura della manifestazione. (ol-lpu)


27 Settembre 2002

Da stasera a domenica prelibatezze e sfilate

«Sagra del Pistacchio» fra tv e reginette con mostre agroalimentari e artigianali

Da stasera fino a tutta la giornata di domenica 29 a Bronte la parola d'ordine è: "Sagra del Pistacchio". Inaugurazione alle 18 con l'onorevole Giuseppe Castiglione, il sindaco, l'assessore Enzo Sanfilippo. Filo diretto con la Rai Tv, "La Vita in Diretta" di Michele Cucuzza. Nella tarda serata in piazza Spedalieri la tappa finale del concorso: "Miss Etna". Sabato alle 9 "Raduno internazionale Auto Lotus Car” ed estemporanea di pittura "Bronte e il suo territorio".

Durante la giornata sarà possibile visitare i vari stands dislocati per tipologia in diversi punti del centro storico. Così dalla zona" A" di piazza Spedalieri dedicata interamente al pistacchio, si potrà attraversare il corso per giungere nei pressi della Chiesa del Rosario e fare un salto in via Cavallotti e sedersi comodamente nelle panche predisposte e trastullarsi in un singolare pic-nic scandito dai tocchi dei campanili e allietato dalle prelibatezze gastronomiche che appunto offre la zona "B". Continuando lungo il percorso, ben direzionato da apposite indicazioni, sarà possibile arrivare al settore "C" interamente dedicato all'antiquariato e all'arte per poi giungere a piazza Giovanni XXIII, settore "D", nei pressi della chiesa Madre, per "approfittare" di prodotti tipici locali come salumi, formaggi e miele. In conclusione nel settore "E", allestito a piazza Gagini, davanti al Santuario dell'Annunziata, sarà possibile apprezzare i lavori di artisti e artigiani, con questo spazio dedicato esclusivamente all'artigianato.

Ma, se il tempo sembra essere volato, non si può fare altro che tornare velocemente nel Corso Umberto e assistere al "Corteo Medievale", degli sbandieratori di Motta S. Anastasia, "Rione Panzera" che sfilerà lungo il corso principale dalle 18.  Domenica, ultimo giorno di festa, dopo l'apertura degli stands prevista alle ore 10, verrà offerta ai visitatori la possibilità di ammirare la polare arte impressa sui mitici "Carretti Siciliani" che sfileranno lungo il corso. Nel pomeriggio a mitigare la permanenza dei turisti ci penseranno le note dell'"Orchestra Serenade" mentre alla sera l'appuntamento è per le 21 a piazza Castiglione con le canzoni di: Enzo Gragnaniello.
Oltre agli adulti, gli organizzatori hanno pensato pure ai più piccoli, assicurando loro il divertimento con delle apposite attrezzature installate a piazza Castiglione accogliendoli con: "Babylandia Mini Club". [Luigi Putrino]

 

 

24 Settembre 2002

SAPORI

Dal pesto alla salsiccia, il trionfo del pistacchio

Dal pesto alla nutella, dall'arancino alla salsiccia il trionfo del pistacchio in tutte le sue varianti si celebra dal 27 al 29 settembre a Bronte per la famosa sagra che nella scorsa edizione ha richiamato ben 40 mila visitatori.

Una tre giorni nel nome del gusto e del prodotto artigianale che si inaugura il 27 alle ore 18, mentre nei giorni successivi gli stand - circa 80 - restano aperti dalle 10 alle 24.
La manifestazione, promossa dal Comune con la direzione artistica di Salvo Pennisi - si svolge nelle piazze adiacenti al corso Umberto: in piazza Spedalieri la zona dedicata al pistacchio, con l'esposizione di parecchie varietà e la gastro­nomia, pesto, dolci, arancini, torte ecc.; in piazza Giovanni XXIII gli stand che presentano i prodotti tipici siciliani, salumi, formaggi, miele, e quelli artigianali; stand promozionali sono disseminati lungo la strada che collega quest'ultima piazza a piazza Gaggini che ospita, invece, lavori di artisti artigiani, dalle compo­sizioni di fiori secchi alle ceramiche ai tessuti dipinti.

In via Cavallotti la zona gastronomia con tavoli e panche di legno dove poter man­giare panini con la salsiccia al pistacchio, carne, verdure formaggi. Spazio anche allo spettacolo con musica siciliana, gli sbandieratori di Motta S. Anastasia, che proporranno anche un balletto medievale in piazza e il 27 l'elezione di Miss Etna.

VERDE SICILIA

Solo a Bronte,sui terreni lavici tra l'Etna e i Nebrodi, i pistacchi hanno un color verde smeraldo e un profumo così intenso. Le piante fruttificano ogni due anni e i pistacchi si raccolgono a mano.
I pistacchi devono essiccare per due o tre giorni per essere poi insaccati , sgusciati e pelati. Interi, in granella e in pasta sono un importante ingrediente della pasticceria siciliana: profumano e decorano cassate, torroni, gelati, torte e pasticcini, ma si possono utilizzare anche nei piatti salati, sulle carni e sulla pasta.
Per riscoprirli è nato un Presidio Slow Food: i pistacchi di Bronte soffrono la concorrenza dei meno saporiti, e meno costosi, frutti di Iran, Turchia, Grecia e California.

 

20 Settembre 2002

ECCELLENZE AGRICOLE

Trenta mila quintali di raccolto l'anno, l'1% della produzione mondiale. In provincia di Catania, il pistacchio è una risorsa. Come dimostra la famiglia Cimbali

L’oro verde di Bronte

Ha un colore smeraldo, un gusto e un odore unici. E un frutto piccolo piccolo. Viene considerato l'oro verde di Bronte dove se ne raccolgono oltre 30 mila quintali, l'1 per cento della produzione mondiale. Nell'antichità era considerato un efficace rimedio contro gli avvelenamenti da morso di serpente e anche un potente afrodisiaco. Per questi scopi si preparava un'emulsione dalle caratteristiche simili a quello del latte di mandorla. E' il pistacchio.
Conosciuto e apprezzato per le sue qualità, questo frutto rappresenta una grande risorsa economica che nel solo territorio di Bronte produce una ricchezza di circa 35 miliardi di lire. Oggi Bronte è sinonimo di pistacchio e il segreto di questa unione nasconde le sue radici in un passato di dominazioni arabe che lo portarono in Sicilia. Qui ha trovato l'habitat ideale per uno sviluppo rigoglioso.
Lo straordinario connubio tra la pianta e il terreno lavico etneo ha favorito la produzione di un frutto gustoso che cresce lungo tutto il territorio di Bronte e si sviluppa in arbusti di media altezza. 
La raccolta del pistacchio richiede esclusivamente l'impiego dell'uomo.
"Non è possibile in alcun modo utilizzare macchine. Il pistacchio non matura tutto insieme - spiega Gianna Cimbali, proprietaria di due pistacchieti a Bronte, che coltiva insieme ai figli Giosuè e Nunzio e con l'aiuto del marito Aurelio - la mia famiglia è produttrice di pistacchi da generazioni. Possediamo 4 tummine di terra (una tummina equivale a 2200 metri ndt), tutte coltivate a pistacchio. Tutto ha avuto inizio con mio nonno Nino e il suo primo pistacchieto. La mia famiglia ha poi deciso di investire nel pistacchio e abbiamo comprato un altro appezzamento. La raccolta è biennale e viene fatta negli anni dispari, tra la fine di agosto e i primi di settembre". 
Sullo stesso arbusto ci sono inflorescenze di pistacchio che non raggiungono la maturazione contemporaneamente. Questo spiega il perché si debba tornarci più volte e selezionare di volta in volta i frutti che hanno completato la maturazione.

“Vengono raccolti solo quelli che hanno il mallo bianco. Dopo il raccolto, tecnicamente si dice che il pistacchio viene smallato. Non si fa altro che separare il mallo dal frutto, che viene asciugato al sole". Il seme sgusciato viene quindi pelato attraverso l'immersione in acqua bollente. E infine asciugato. Così si ottiene il prezioso pistacchio col or verde smeraldo.
"Il pistacchio è un frutto molto versatile - continua Gianna Cimbali - Lo si può utilizzare in pasticceria nella preparazione dei dolci, ma viene anche utilizzato per la realizzazione di primi piatti. Nel bar che possediamo a Bronte si possono trovare tutte le specialità artigianali al pistacchio. Dolci e salate. Pistacchiella, una crema da spalmare su fette biscottate, pane o biscotti o per guarnire dolci. Il pesto per fare ottimi sughi, il torrone, le torte e anche gli arancini al pistacchio. Lavoriamo il pistacchio che produciamo e speriamo a breve di ingrandirci, aprendo una laboratorio per la lavorazione artigianale del pistacchio".
Il prezzo dei prodotti varia a seconda del costo per la materia prima. Se il pistacchio costa 5,16 euro al chilo con guscio e a 12,40 euro al chilo senza guscio, il prezzo delle torte oscillerà sui 16 euro al chilo. (di Simona Arena)

LA RICETTA

Pennette al pistacchio

Ingredienti per 6 persone:
600 gr.di pennette, 150 gr.di pesto di pistacchio, mezza cipolla, una fetta di prosciutto cotto o di pancetta, 400 gr. di panna da cucina, pistacchio tritato. Fate rosolare la cipolla, aggiungere il prosciutto o la pancetta tagliati a dadini, versare la panna da cucina e il pesto. Fate saltare in padella le pennette già scolate. Spolverizzate le pennette con il pistacchio tritato.


Olivette

Ingredienti: 100 gr. di pistacchio sgusciato in acqua calda e tritato finemente, 100 gr. di zucchero, un bicchiere di liquore strega. Mettere sul fuoco lo zucchero ed il pistacchio tritato, fare sciogliere il tutto aggiungendo a poco a poco il liquore. Quando il tutto sì é amalgamato e raffreddato dare al composto la forma di piccole olivette che si tuffano nello zucchero per dar loro un aspetto cristallino e lucente.

Quando gli Arabi dominarono la Sicilia…
La coltura del pistacchio proveniente dalla Siria (probabile origine del pistacchio), sarebbe passata in Grecia a seguito di Alessandro Magno. In Italia fu introdotta dai Romani sul finire dell'Impero di Tiberio tra il20 ed 30 d.C. per opera di Lucio Vitellio, Governatore della Siria. In Sicilia, la coltivazione in forma diffusa si fa risalire al periodo della dominazione araba (VII e IX secolo d.C.). Sono di origine araba i termini di "frastuca" (pistacchio) e "frastucara" (albero del pistacchio), termine arabo fustuq.

La produzione del pistacchio un tempo ben distribuita nelle provincie di Caltanissetta, Agrigento e Catania, oggi pur sussi­stendo in altre aree, ha trovato in Bronte la sua capitale. La zona di produzione risulta caratterizzata da un clima mediterraneo subtropicale, semiasciutto, con estati lunghe e siccitose, piovosità concentrata nel periodo autunnale ed invernale e notevoli escur­sioni termiche tra il giorno e la notte. I terreni di origine vulcanica, i venti dominanti, l'umidità conferiscono al pistacchio particolari caratteristiche di qualità (colore verde intenso, forma allungata e sapore aromatico), difficilmente riscontrabili in altre aree di produzione e nello stesso massiccio Etneo. (s.a.)

 

Settembre 2002

Dolce pistacchio di Bronte

E’ dolce, delicato, aromatico. Soprattutto è unico. Nel senso che, fra le varie qualità coltivate nel Bacino del Mediterraneo e in California, soltanto il pistacchio di Bronte possiede quelle qualità organolettiche che ne fanno un unicum in tutto il mondo. Sarà il terreno lavico - ora impervio, ora secco, ora fertile -, sarà il clima piovoso e asciutto, sarà la tecnica di coltivazione, fatto è che il pistacchio di Bronte possiede un sapore soave che i frutti prodotti altrove non hanno. Usato per preparare torte, paste, torroni, mousse, gelati, e granite, ma anche arancini, oltre a primi e secondi piatti, questo delizioso seme dal colore verde smeraldo viene apprezzato nei mercati italiani ed esteri per l'originalità del gusto e l'adattabilità m cucina e in pasticceria.

Pochi probabilmente sapranno (ci riferiamo ovviamente a coloro che non sono di Bronte) che il frutto si raccoglie solo negli anni dispari, con cadenza biennale. E' una tradizione che si perde nella notte dei tempi - probabilmente risalente alla dominazione araba - e che racchiude i segreti di una cultura ricca di fascino e di mistero. Una tradizione che si tramanda da padre in figlio senza soluzione di continuità, testimonianza della saggezza di un mondo, quello contadino, secondo cui, grazie al "riposo" degli anni pari, la pianta assorbe dal terreno lavico le sostanze necessarie per produrre un frutto ricco di aromi e di sapori inconfondibili.

Questo "speciale" de L'Informazione, che esce anche in occasione di una delle Sagre più originali della Sicilia, racconta le origini, le curiosità, i personaggi legati al pistacchio, ma anche la storia e le caratteristiche della illustre città che lo produce, Bronte.
 

IL PERSONAGGIO

ENZO GRASSIA

I segreti dell’oro verde

Conosce tutti i segreti della coltivazione del pistacchio. I misteri di una tecnica inventata dagli arabi e tramandata di generazione in generazione. Eppure Enzo Grassia, 55 anni, cerca sempre di migliorare le sue conoscenze grazie anche all'apporto del figlio Salvo, di 25 anni, che, con amore, segue le piantine dalla loro crescita fino all'evoluzione: nell'appezzamento situato in territorio di Bronte, sperimenta nuove tecniche, tenta nuovi innesti, segue le piante come se fossero figlie sue. "Tutto nel rispetto della tradizione", tiene a sottolineare. La campagna dove coltiva il pistacchio si trova in un'altura dalla quale si vedono in lontananza Centuripe e Regalbuto, Cesarò e San Teodoro, paesi antichi e misteriosi seminascosti da un velo di foschia.
"Certo, alberi di pistacchio ce ne sono tanti in questa provincia, ma soltanto in questa zona crescono e si riproducono in modo rigoglioso". Perché? Grassia sorride: "Forse il terreno". Fa una pausa. "Ma è lo stesso terreno sciaroso che c'è nelle zone limitrofe". E allora? "Allora è probabile che a fare la differenza sia il clima, un clima asciutto e al tempo stesso piovoso". Una cosa è certa: "La tecnica di coltivazione consente di ottenere un prodotto dal sapore straordinario".
Una tecnica che, secondo la tradizione, prevede la raccolta negli anni dispari. Perché? "Questi terreni sono siccitosi, se li sfrut­tiamo in continuazione si impoveriscono.

Allora è necessario metterli a riposo, così da consentire al fogliame di rigenerarsi e di darci il frutto desiderato. Gli antichi usavano fare così, quindi è giusto che anche noi facciamo così". Il figlio ascolta attentamente ed ogni tanto interviene. Perché da secoli si raccoglie negli anni dispari? "E' un fatto inspiegabile", risponde il ragazzo. "Nessuno si permette di mettere in discussione gli insegnamenti dei nostri padri: il ciclo biologico subirebbe un trauma di grandi proporzioni.
Qualcuno ha cercato di raccogliere anche negli anni sbagliati e gli è andata male: 100 chili di prodotto scadente, a fronte dei 300 di ottima qualità accumulati nelle annate giuste". Ci incamminiamo lungo i sentieri costeggiati dai pistacchi. I tronchi, bassi e sbilenchi, si trovano qui da secoli, "addirittura da millenni", dice il giovane Grassia. "Secondo me", aggiunge, "gli alberi piantati anticamente dai romani non sono mai morti". I rami, appesantiti dalle foglie larghe, pendono verso il basso.

"I rami che fruttificano meglio", spiega il ragazzo, "sono quelli che si protendono verso il basso". "La pianta", prosegue il padre, "va innestata sul selvatico terebinto (in dialetto scornabecco), che nei terreni lavici mette un ottimo apparato radicale. Lo scornabecco è la chiave di tutto, nel senso che costituisce la base dove vengono innestate le piante maschie e femmine. Per produrre dei frutti devono passare dieci anni. La piena efficienza produttiva si raggiunge dopo i venti.

La potatura avviene da dicembre a febbraio, a marzo tagliamo i fiori (dei fiori sottilissimi e senza profumo), lasciando il grappolo. La raccolta avviene a settembre. Il contadino passa con il sacco appeso al collo, scrolla l'albero e fa cadere i frutti". L'agricoltore si deterge il sudore, insegue un pensiero, mentre sbuccia una ficodindia bianca: "Era il '72 o il '73 quando a Bronte si raccolsero pistacchi a quintali. La chiamarono l'annata del centenario, nell'ultimo secolo non si era verificato un avvenimento del genere, un ricordo che resterà indelebile per i contadini del mio paese. L'annata peggiore, invece, è stata quella del 2001: un raccolto scarsissimo causato dal gelo che in primavera colpì le piante e danneggiò le gemme".

Ma un altro problema da risolvere è il prezzo: "Troppo alto, un chilo quest'anno viene venduto anche a 40mila lire. Purtroppo se ne produce poco rispetto a quello importato dagli Stati esteri, che ha costi più bassi. Il rimedio? Bisognerebbe migliorare le tecniche per aumentare la produzione, in modo da abbassare i prezzi. Ma questo non dipende solo da noi coltivatori". [Luciano Mirone]


DOMENICO DE LUCA

Conversando di pistacchio al Circolo di Cultura

Lo incontriamo al Circolo culturale "Cimbali", lungo il corso principale del paese. E' qui che trascorre le sue domeniche insieme con altri amici.
Domenico De Luca, 71 anni portati con disinvoltura, insegnante di scuola elementare in pensione, ha nei geni la coltivazione del pistacchio. Con modi gentili c'invita a sederci per raccontare la sua storia.
Sembra un assurdo ma non è stato facile trovare un produttore dei tanto decantati pistacchi per le vie della cittadina, parlare con il signor De Luca è stato quasi un colpo di fortuna. Probabilmente, sono tutti indaffarati in campagna, in preparazione anche dell'imminente sagra.

Signor De Luca da quanti anni coltiva pistacchio?
"Non ricordo. Da tante generazioni -risponde scavando tra i ricordi del passato -.Ancor prima di mio nonno avevamo già grandi vastità di terreno. Forse, siamo la prima famiglia di Bronte ad aver iniziato a produrre e commercializzare
 Poi, con gli anni, la terra è stata divisa tra gli eredi della mia famiglia e quasi tutti hanno scelto di vendere. Oggi sono rimasto l'unico a coltivare pistacchio."

E' cambiato qualcosa nella produzione rispetto al passato?
"In genere si produce di più. I pistacchieti sono meglio lavorati. Io produco intorno ai 50 quintali di pistacchio l'anno su un estensione di otto ettari. La mia terra è in contrada Mazzappello Saragoddio.
Con il passare degli anni ci scontriamo, però, sempre più con la carenza di manodopera. Per la manutenzione delle piante occorrono lavoratori specializzati che stanno venendo a mancare. I giovani non vanno più in campagna, preferiscono studiare. A coltivare la terra sono rimasti solo gli anziani. Proprio quest'anno gli effetti della crisi della manodopera si sono fatti sentire pesantemente".
Secondo lei come mai questa crisi di manodopera visto che il pistacchio è uno dei frutti più richiesti dal mercato e quindi facilmente commerciabile?

"Ai giovani non interessa la campagna. Io ad esempio ho una bella azienda agricola ma mio figlio svolge un'altra professione e di campagna non ne vuole sapere. Non potrò tramandare a lui la mia passione.
Non do tutti i torti a mio figlio. I sacrifici, i rischi, rispetto ai vantaggi che si possono ricavare sono troppi. Basta una brutta annata e tutto va perduto, come è successo lo scorso anno. Occorre molta pazienza e sacrificio. Per un terreno appena nato sono necessari 8-10 anni prima che si raggiunga la piena produzione".

Che legame ha con la sua terra?
"Per me è la vita; è sempre stata la mia passione. Ogni mattina vado in campagna a controllare le piante.
Ricorda momenti di crisi, in passato, legati alla produzione del pistacchio?
"No, veri momenti di crisi mai. Solo che oggi non c'è più proporzione tra il costo del frutto e la manodopera. A questo si aggiungono i commercianti che comprano a prezzi bassissimi il prodotto per, poi, rivenderlo a prezzi esagerati."

Cosa potrebbe spingere i giovani a tornare in campagna?
"Intanto gli amministratori locali dovrebbero invogliarli ad imparare il mestiere. E' necessario un intervento serio delle istituzioni".

La sagra che ogni anno si tiene a Bronte quanto è stata importante per il rilancio del pistacchio e quindi dell'economia locale?
"Molto. Il pistacchio che prima non si conosceva neanche a Catania ora è diventato conosciutissimo. In cucina, prima era utilizzato principalmente per i dolci, oggi preparano anche i condimenti per la pasta. Per l'economia locale ha un'influenza positiva, ma non basta".

Lei come preferisce il pistacchio?
"A me piace mangiarlo fresco, appena staccato dalla pianta, e nei dolci. Non c'è niente di più buono".

Mentre Domenico De Luca parla abbiamo la sensazione che il tempo si sia fermato qui a Bronte: i vicoli, i volti della gente, lo stile di vita, gli odori sembrano appartenere al passato nel quale ci siamo tuffati per una buona mezz'ora. [Mary Sottile]


12 Ottobre 2002

"La rinascita di Bronte"

«Deve passare attraverso la realizzazione di un programma ricco di manifestazioni ed incontri che devono caratterizzare non solo il periodo estivo ma anche il periodo delle attività didattiche nelle scuole, quello delle feste natalizie e di altri importanti appuntamenti che si svolgeranno durante l'anno»
E' con questo spirito che il sindaco della città del pistacchio, Salvatore Leanza, ha inteso proporre "Bronteventi": un insieme di manifestazioni programmate da uno speciale comitato, supportato da una struttura amministrativa comunale. La formula, a consuntivo delle manifestazioni estive e della sagra del pistacchio, può definirsi vincente, considerato che i risultati ottenuti sono stati brillanti.
"Con la realizzazione di questa formula - dichiarano gli assessori comunali alla Cultura, Caruso, e alle Attività Produttive, allo Sport e all'Agricoltura, Sanfllippo - siamo riusciti a fare conoscere, a migliaia di persone che sono venuti a Bronte, non solo il pistacchio e i suoi prodotti con la sagra, ma anche i nostri beni culturali, quali il collegio Capizzi, il castello Nelson, le chiese e le bellezze del territorio del parco dei Nebrodi e dell’Etna». La serie di manifestazioni, ricche di spettacoli, è stata curata da un comitato, presieduto dal sindaco Leanza e composto dal rappresentante della Pro Loco, Zino Patronaci, dal consulente per la comunicazione e per l'immagine, Giuseppe Petralia, dal direttore artistico, Salvo Pennisi, e dagli assessori comunali Caruso e Sanfilippo.
Lo spettacolo di avvio dell'estate è stato quello del concerto musicale offerto dal gruppo "Lears". Quasi tutte le serate del mese di agosto e settembre sono state allietate da spettacoli musicali nei quartieri, eseguiti da gruppi di giovani musicisti locali, da spettacoli di teatro siciliano, da spettacoli cinematografici, con la proiezione di film di successo.
Grande successo di pubblico ha ottenuto il concerto di musica sinfonica dell'orchestra nazionale di Kiev, diretta dal giovane maestro catanese William D'Arrigo, eseguito nella magnifica cornice del castello Nelson. La musica leggera ha avuto quali protagonisti i gruppi musicali dei Kunsertu, dei Beans dei Psicho-Formula-A4, Kunturia, Etna Sound. Anche la moda e lo spettacolo hanno avuto il loro spazio con "La moda e le stelle", una kermesse svoltasi nel cortile del castello Nelson, durante la quale hanno fatto conoscere i loro migliori capi di abbigliamento alcuni maestri sarti di Bronte e della provincia di Catania nel contesto di uno spettacolo musicale. Non sono mancati spettacoli particolari come la selezione di Miss Europa, lo spettacolo "l'oro dei Napoli", una rappresentazione di cabaret con Ardenghi e Cicala, l'elezione di Miss Etna con una sfilata di moda.
Durante la festa del Patrono san Biagio, sono stati organizzati spettacoli di teatro, di cinema, di musica e di sport con una gara podistica. La serata conclusiva è stata caratterizzata dal concerto del cantante napoletano Enzo Gragnaniello. «Bronteventi - dichiara il sindaco Leanza - continuerà nel mese di ottobre con manifestazioni nelle scuole, con spettacoli durante le feste di Natale e con altri eventi che saranno organizzati per il prossimo anno».


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L'ULTIMA SAGRA