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Le ultime sulla politica brontese

20 - 31 Marzo 2004

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LA CLAMOROSA PROTESTA DEL SINDACO LEANZA

Vasta eco ha avuto sulla stampa nazionale e sulle televi­sioni il gesto plateale di Leanza di "occupare" il Municipio barricandosi dal 19 Marzo con la sua Giunta fino a quando non verrà convocato dal Prefetto un vertice per l'ordine e la sicurezza a Bronte. Riportiamo di seguito quanto hanno scritto in merito, giorno dopo giorno, i quotidiani siciliani e nazionali nei sette giorni della clamorosa protesta del nostro sindaco.


31 marzo 2004

“Cercate di trovare ciò che vi unisce e non quello che vi divide”

Il prefetto in visita a Bronte

La visita richiesta ripetutamente da Leanza

Con questa citazione di papa Giovanni XXIII, il Prefetto di Catania, Anna Maria Cancellieri Peluso, ha concluso il suo intervento al Consiglio Comunale riunito dal presidente Aldo Catania in seduta straordinaria. A Bronte per incontrare il sindaco Salvatore Leanza che ripetutamente ne aveva richiesta la visita, la Giunta, il Consiglio comunale e la Città tutta, il Prefetto, è arrivato nel primissimo pomeriggio. Ha approfittato per visitare la Ducea di Nelson unitamente al sindaco, alla Giunta, agli ammini­stratori dei Comuni vicini e ai rappresentanti delle forze dell’ordine al completo.

Erano presenti anche  i sindaci di Randazzo e Maniace, prof. Salvatore Agati ed Emilio Conti, accompagnati il primo dal vice sindaco, Grazia Emanuele, ed il secondo dall’assessore Salvatore Riolo. Poi la visita in Municipio, dove il Prefetto ha incontrato il clero brontese, prima di presiedere la seduta del Consiglio comunale aperto cui hanno partecipato il vice presidente della Regione siciliana, on. Giuseppe Castiglione ed il sindaco di Maletto, Giuseppe De Luca.

Sala del consiglio e corridoi adiacenti strapieni di gente. “La sua presenza - ha esordito il presidente Catania - tra noi è importante perché ci fa sentire ancora più vicine le istituzioni. Ribadisco che il tessuto sociale di Bronte è sano”. «Si rende necessario - ha affermato il sindaco Leanza - dare più serenità alla cittadinanza, evitare la sottovalutazione di fatti e di episodi che potrebbero comportare la delegittimazione in maniera sottile della figura e dell'azione amministrativa del Sindaco, eliminare la possibilità di condizionamenti di tipo illegale, anche di natura psicologica, nei confronti delle istituzioni locali e delle categorie economiche».

«Sono emerse in questi due anni - ha concluso Leanza - molte contraddizioni che hanno prodotto un rapporto conflittuale tra la Giunta Municipale e la maggioranza del Consiglio Comunale e mi auguro che con la Sua presenza, Eccellenza, oggi a Bronte nella Casa Comunale si possa riprendere un rapporto più sereno, più costruttivo e più coerente con le legittime aspettative della comunità cittadina».Il-prefetto Cancellieri in visita a Bronte

“La sua presenza qui - ha aggiunto il vice presidente Castiglione - ci fa sperare nel suo ruolo guida. Voglio mostrare il mio apprezzamento nei confronti delle forze dell’Ordine”. Breve l'intervento del Prefetto. Un rapido accenno alle bellezze paesaggistiche del territorio brontese - "le cose più belle viste finora in Sicilia" - e la ovvia conclusione: “Cercate di trovare ciò che vi unisce e non quello che vi divide”. "Ai cittadini di Bronte - ha concluso il Prefetto - dico due cose: la prima è che c’è attenzione da parte delle Autorità competenti su quanto accade, e la seconda di avere fiducia nelle forze dell’Ordine”. Al dibattito hanno partecipato anche alcuni cittadini che hanno sottolineato come sia importante denunciare i reati alle forze dell’Ordine come ha fatto il sindaco.

1 Aprile 2004

L'invito del prefetto in visita a Bronte

"Cercate l'interesse della comunità..."

«Cercate quello che vi unisce: l'interesse generale della comunità brontese». È l'appello che il prefetto Anna Maria Cancellieri ha rivolto a giunta e maggioranza consiliare - prota­goniste di uno scontro che ha da tempo oltrepassato i limiti della mera dialettica politica - ieri pomeriggio durante la seduta straordinaria del consiglio comunale, a margine della sua visita istituzionale. Una visita che, come ha voluto sottolineare lo stesso prefetto, è servita a «portare un messaggio di fiducia nello Stato e nelle forze dell'ordine alla cittadinanza», dopo gli “oscuri episodi” denunciati dal primo cittadino che la settimana scorsa si chiuse nel suo ufficio dando vita a una clamorosa protesta. «E' necessario - ha detto lo stesso sindaco Leanza - evitare la sottovalutazione di fatti e di episodi che hanno interessato la mia persona. La presenza del prefetto nella nostra città dà serenità... ».

Presente anche il vicepresidente della Regione, Giuseppe Castiglione, che nel suo intervento ha voluto esprimere piena solidarietà all'Arma dei carabinieri, dopo le accuse del sindaco al comandante della caserma di Bronte. Intanto, nell'attesa che la magistratura faccia luce su quanto denunciato e che il Tar si pronunci sullo scioglimento del Consiglio avanzato dal sindaco, in questi giorni si stanno consumando passaggi politici che tendono a rafforzare la debole compagine di centro sinistra, in vista anche di un eventuale prossimo scontro elettorale. Mentre è ormai quasi certo che il gruppo del deputato regionale Franco Catania passi alla Margherita, Turi Leanza ha annunciato il suo passaggio ai Democratici di Sinistra. [En. Ro., Giornale di Sicilia]




30 Marzo 2004

Probabile il passaggio del gruppo di Franco Catania alla Margherita

Si ricompatta la Giunta

Invitato l'ex ministro Bianco alla riunione con il Prefetto

Da oggi la formazione politica che sorregge il Sindaco di Bronte, Salvatore Leanza, non è più formata dai partiti del centrosinistra e da una Lista Civica, ma solo dal centrosinistra. La decisione però, probabilmente non sacrificherà alcun alleato, in quanto è in discussione il passaggio del gruppo che fa capo all’on. Franco Catania nella Margherita. Questo è quanto emerso dalla riunione della Giunta municipale svoltasi ieri, che il primo cittadino aveva convocato anche per effettuare una valutazione della situazione politica ed amministrativa.
Durante la seduta, infatti, i Ds-Pse, attraverso gli assessori Antonello Caruso e Salvatore Pizzuto, hanno chiesto agli assessori Francesca Reale e Antonino Costanzo, riferimento politico dell’on. Franco Catania, come mai da parte loro, a seguito della protesta del Sindaco sfociata nella decisione del Prefetto di Catania di recarsi a Bronte, era giunta soltanto solidarietà umana e di tipo amministrativa, ma non politica.

E’ stato però lo stesso Leanza a chiarire ogni eventuale equivoco: “La posizione politica del gruppo dell’on. Catania - afferma il primo cittadino - si risolverà nei prossimi giorni. Noi nel frattempo abbiamo la necessità di chiarire la nostra posizione di fronte alla Città e agli elettori. Da oggi, infatti, la nostra maggioranza è supportata solo dalle forze di del centrosinistra”.

A Bronte tutti aspettano la visita del Prefetto che ha deciso di anticipare la sua venuta a mercoledì 31 marzo e anticipando la seduta del Consiglio comunale alle ore 18.
“Fiducia massima - afferma in proposito Leanza - nelle Istituzioni, nella Magistratura, nel Clero brontese e nell’Arma dei Carabinieri, alla quale è stato sempre denunciato tutto a cominciare dagli episodi oscuri accaduti nell’ottobre scorso, per finire a quelli del 19 e 20 marzo contro chi si è reso responsabile della sottrazione dei documenti secretati per portarli a conoscenza all’esterno.  Non dimentichiamoci poi - continua Leanza - del ricorso contro il silenzio rifiuto della Regione siciliana nel nominare un commissario ad acta che verifichi le conseguenze sulla mancata approvazione degli equilibri di bilancio, che può provocare lo scioglimento del Consiglio comunale”. Alla seduta in Consiglio comunale che si terra mercoledì alle 18 alla presenza del Prefetto il sindaco ha invitato l’ex ministro dell’Interno Enzo Bianco in qualità di presidente del Copaco.



28 marzo 2004

Al Comune. L’epilogo del «caso Leanza»

Bronte, arriva il prefetto

Visita fissata per giovedì

Giovedì prossimo il prefetto Anna Maria Cancellieri sarà a Bronte e oltre a quest’evento si profila una settimana densa di verifiche politiche e amministrative. Il tutto dopo il “tentato golpe politico, amministrativo, ecclesiastico ai danni del comune” che il primo cittadino ha detto di aver boicottato barricandosi in Comune per ben sette giorni, ponendo come condizione per la fine della sua protesta che il prefetto salisse a Bronte: ”Uscirò da questa stanza dopo di lei”, aveva detto Leanza; che invece, annunciata per l’”Annunciazione”, si è conclusa il 26.

Nella riunione di giunta di domani il sindaco illustrerà i risultati del colloquio con la massima autorità provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, che in ogni caso giovedì salirà a Bronte. L’altra circostanza che domani il sindaco dirimerà da ogni dubbio la crisi politica con la parte di giunta che fa capo all’onorevole Franco Catania, il vice sindaco Francesca Reale e l’assessore Nino Costanzo, dei quali non ha gradito la sola “solidarietà umana”. I due assessori infatti, insieme ai consiglieri Tomaso Lupo e Ernesto Di Francesco la scorsa settimana avevano preso le distanze dalla protesta di Leanza definendola una “iniziativa personale” che potrebbero comportargli il ritiro delle deleghe, anche se il problema sembrerebbe chiarito. Altra situazione che attualmente risalta, il fatto che il Comune di Bronte più che da amministratori sembrerebbe governato da “investigatori”. Nella seduta consiliare di domani sera, infatti, fra i punti all’ordine del giorno compare una mozione relativa all’impiego di auto comunali. Insomma sembrerebbe che, se qualcuno fa uso per fini non istituzionali di computers, qualcun altro farebbe altrettanto con l’auto. In settimana inoltre è attesa la pronuncia del Tar etneo sullo scioglimento del consiglio comunale, a seguito del ricorso di Turi Leanza contro la Regione siciliana. [L. Pu., Giornale diSicilia]

30 marzo 2004

Il «golpe» del sindaco

Castiglione: «una sceneggiata»

Il «Golpe di Bronte» più che l’azione sovversiva ai danni del Comune per il vicepresidente della Regione Giuseppe Castiglione sarebbe una «sceneggiata» per creare confusione in vista dell’approvazione del bilancio dal consiglio. E al clero chiede scusa senza risparmiare attacchi a Leanza: “Lo ha tirato volgarmente in ballo, in un basso gioco di potere”. Il sindaco, venerdì, alla conclusione della sua protesta davanti alle telecamere ha affermato di aver “sventato un tentativo di golpe comunale politico, amministrativo, ecclesiastico e con deviazioni investigative”.

Dopo queste e altre accuse lanciate nell’occasione, con riferimenti indiretti, Giuseppe Castiglione sembrerebbe uno dei bersagli prediletti dal primo cittadino, tanto che a Bronte lo hanno capito un po’ tutti. Castiglione ha espresso solidarietà al sindaco qualora ci sia “una criminalità organizzata che non gli permette di svolgere la sua attività amministrativa”. Sulla questione fra il Leanza sindaco e l’ex comandante dei vigili urbani Castiglione ha precisato che è “un rapporto che riguarda loro due”. Mentre ha espresso solidarietà all’Arma dei carabinieri “nei confronti della quale - ha detto Castiglione - il sindaco ha svolto un’azione subdola di delegittimazione. Non assuma queste posizioni da pantomima, che sono ridicole”. (lpu, Giornale diSicilia)


27 Marzo 2004

Visiterà Bronte mercoledì 31 marzo

Il prefetto di Catania riceve Leanza

Il prefetto di Catania, Anna Maria Cancellieri Peluso, ha ricevuto oggi il sindaco di Bronte comunicandogli che verrà a Bronte mercoledì 31 marzo.
Il Sindaco dopo essere stato ricevuto oggi alle ore 12 dal prefetto è ritornato nella sede municipale per comunicare alla Giunta ed al presidente del Consiglio comunale Aldo Catania, che la visita che il Prefetto di Catania renderà alla Città di Bronte sarà svolta con il seguente programma:
ore 15,00 visita del Castello Nelson - ore 16,00 visita del Santuario della Madonna Annunziata
ore 16,15 passaggio nella zona artigianale del Ss. Cristo
ore 16,30 visita del Real Collegio Capizzi
ore 17,00 incontro al Palazzo municipale con l'Amministrazione comunale;
ore 18,00 seduta straordinaria del Consiglio comunale con gli interventi del Sindaco, del Presidente e delle rappresentanze sindacali, culturali ed economiche.

Il Sindaco ha espresso il «proprio compiacimento per l’attenzione manifestata da Sua Eccel­lenza il Prefetto di Catania nei confronti della Città di Bronte». La Giunta Municipale, che ha sostenuto e condiviso l'azione del Sindaco, conferma che la visita rappresenterà «l’occasione per rasserenare la comunità locale sull’efficacia del ruolo di garanzia che lo Stato esercita per il rispetto della legalità e della crescita culturale, economica e sociale».

 

28 Marzo 2004

Atteso il suo intervento in Consiglio comunale

Prefetto a Bronte il 1° aprile

Il Prefetto di Catania, dott.ssa Anna Maria Cancellieri Peluso, si recherà a Bronte il 1° aprile. A comunicarlo è il sindaco di Bronte Salvatore Leanza, il quale, dopo essere stato ricevuto ieri alle 12 dal Prefetto è ritornato nella sede municipale per comunicare alla Giunta e al presidente del Consiglio comunale, Aldo Catania, che giovedì 1° aprile quest'ultima sarà in visita a Bronte. Per l'occasione il sindaco sta organizzando le cose in grande e per ringraziare la dottoressa Cancellieri di essersi recata Bronte, ha già organizzato una visita al Castello Nelson ed ai monumenti più importanti del centro etneo. E’ chiaro però che tutti aspettano l’intervento del Prefetto nel Consiglio comunale che il presidente, insieme con il sindaco, ha già deciso di convocare in seduta straordinaria alle ore 19,30, prevedendo, oltre a quello suo, gli interventi del sindaco e delle rappresentanze sindacali, culturali ed economiche.

"Esprimo compiacimento - ha dichiarato Leanza - per l'attenzione manifestata dal Prefetto di Catania nei confronti di Bronte". Soddisfazione anche da parte della Giunta Municipale, che ha sostenuto e condiviso l'azione del sindaco. Gli assessori, infatti, hanno confermato come la visita rappresenti “l’occasione per rasserenare la comunità locale sull'efficacia del ruolo di garanzia che lo Stato esercita per il rispetto della legalità e della crescita culturale, economica e sociale".

A visitare la casa comunale sarà anche il vescovo metropolita di Catania, mons. Salvatore Gristina. Leanza, infatti, a seguito della richiesta da parte del Vescovo ha concordato con il segretario don Vincenzo Nicolosi la data della visita che si effettuerà il 29 giugno prossimo. Domani, intanto, sarà una giornata importante a Bronte dal punto di vista politico. E' convocata, infatti, la Giunta che alla fine effettuerà una valutazione della situazione politica e amministrativa. [L. S.]



venerdì 26 Marzo 2009

Ha denunciato intimidazioni e si è barricato al Comune. I retroscena della protesta del primo cittadino di Bronte. Che chiede la convocazione del comitato per la sicurezza

Salvatore LeanzaUn sindaco contro tutti

Per il prefetto la situazione è sotto controllo ma Leanza non molla. Storia di un politico dalle mille risorse. Fra strategie e coupe de theatre

Venerdì sera 19 marzo, si è chiuso a chiave nella sua stanza, in municipio e ha annunciato che non sarebbe uscito fino a quando non fosse convocato un vertice per l'ordine e la sicurezza pubblica su Bronte.

Nella "città del pistacchio e della cultura" (così come è scritto nella carta intestata del comune), è esplosa la singolare protesta, che ha assunto col passare dei giorni i connotati di scontro istituzionale, del sindaco Salvatore "Turi" Leanza, 57 anni, di professione imprenditore e dirigente d'azienda, un lungo curriculum politico, da consigliere comunale e vicesindaco nella sua Bronte negli anni Settanta, a deputato regionale socialista (dall' 81 al '96} e assessore più volte (alla commercio, artigianato, cooperazione e pesca, ai lavori pubblici), fino alla Vice Presidenza, sempre per il Psi, con Rino Nicolosi.

Passato quasi indenne per le "bufere giudiziarie" degli anni Novanta (fra l'altro, un patteggiamento per concussione), da due anni (17 giugno de12002), Leanza è il quindicesimo sindaco di Bronte (54,8% al ballottaggio), grazie da una lista civica sostenuta dal centro-sinistra ed aderisce all'Ulivo, con il quale ha sostenuto anche Claudio Fava nelle ultime elezioni provinciali. Dal giorno di San Giuseppe, è protagonista di una contesa quella nel centro della strage di Bixio, che ha toccato i vertici delle forze dell'ordine locali, a cominciare dall'Arma per finire al comando della polizia municipale ed è arrivata sin in Prefettura, dove a fine dicembre è arrivata Anna Maria Cancellieri Peluso, la prima donna Prefetto sotto l'Etna, che ha già risposto: "A Bronte la situazione è sotto controllo. Non c'è motivo di convocare una, riunione del Comitato". Ringrazia, ma attende la sua visita il primo cittadino, altrimenti - ha dichiarato - non desisterà; intanto ringrazia per i messaggi ricevuti tante autorità, i sindacati e personalità, fra cui anche ex nemici politici come Claudio Fava.

Leanza, però, da quel venerdì sera, ne ha per tutti: afferma di essere stato oggetto di intimidazioni, di atti volti alla sua delegittimazione, di "oscuri episodi", come l'indesiderata "scorta" notturna di un auto con targa risultata contraffatta, denunciati più volte, da otto mesi, alla magistratura. Parla anche di "registi" occulti, che tramerebbero da tempo contro la sua persona, "scomoda" e per la politica locale e i suoi potenti, che, da quelli parti, fanno riferimento al senatore di Forza Italia Firrarello. Nei giorni precedenti il 19, aveva anche disposto che fosse staccato un collegamento Internet in Comune, «che qualcuno - secondo lui - utilizzava per entrare nei siti pornografici». Una traccia importante del «movente» della protesta è contenuta in una lettera riservata indirizzata a diverse autorità, dal Presidente della Repubblica alla Guardia di Finanza, nella quale Leanza parla di Bronte come un paese sul quale «incombe una piovra tanto sottile quanto dannosa per la comunità».

Intanto, nel suo attacco furibondo, ha "silurato" il comandante della polizia municipale Salvatore Tirendi "a causa del suo malfatto": è in aperta polemica e ne ha chiesto, per presunta incompatibilità ambientate, la rimozione, per una vicenda di documenti riservati scomparsi, anche il comandante della stazione dei carabinieri Giovanni Guarnera. "Non a caso le denunce le ho fatte a Randazzo" ha detto, tra l'altro, a "Centonove". Frattanto, poi, ha disposto il recupero di un contributo erogato ad una ditta, i cui soci sono congiunti del comandante. Fa sul serio, quindi, Leanza: di qui un altro baillamme di denunce, alla fine delle quali adesso Leanza risulta iscritto nel registro degli indagati. Si attende il responso della Procura di Catania. Non molla Leanza, anche se, da ambienti investigati, si apprende che il tenore delle sue denunce è piuttosto... tenue. Ci sarà, per caso, uno scenario politico dietro questa protesta?

I bene informati parlano dei suoi problemi politici, in particolare con il consiglio comunale e anche lui conferma. "In consiglio stanno da mesi sabotando il mio lavoro" e cita i casi più emblematici, come quelli in tema di conto consuntivo del 2002 e di equilibrio bilancio. Un sindaco "ostaggio" politico? Sembrerebbe - ma sono soltanto ipotesi - così e lui, allora, da "vecchia volpe", avrebbe reagito. "Io iscritto a qualche partito? No" ha detto Leanza a "Centonove" e ha aggiunto: "Ero nella direzione nazionale dello Sdi, ma mi sono dimesso per i metodi non democratici, a mio avviso, usati in sede di elezione di coordinamento provinciale. Adesso ho ottimi rapporti con i Ds, l'altro grande partito del socialismo europeo. Ad aprile farò una grande manifestazione con i Ds sul riformismo socialista".

Del resto, i problemi per Leanza sono antichi e partono già dalla campagna elettorale del 2002: allora, a Bronte, maturò una clamorosa "rottura" dentro la "Casa delle Libertà". Da una parte i "firrarelliani" che candidarono l'avvocato Nunzio Calanna, dall'altro i "dellutriani" (proprio lui Marcello Dell'Utri, fra l'altro, studente liceale al Real Collegio Capizzi) fra cui il deputato regionale "azzurro" e fondatore di Forza Italia a Bronte Franco Catania, che sponsorizzarono il dottor Carmelo Indriolo. Fra i due "litiganti", a godere fu proprio l'ulivista Turi Leanza sul quale - secondo molti - arrivarono anche voti del centro-destra "anti-Firrarello". Uno smacco che costò caro a Franco Catania, ritenuto uno degli artefici di questo presunto "tradimento" e quindi successivamente sospeso per sei mesi e oggi dato per fuori dal partito dal coordinamento provinciale. Catania, imprenditore tessile dal '77, già passato da un clamoroso blitz dei carabinieri per "lavoro nero", da tempo, viene dato in procinto di passare con la "Margherita".

L'elezione a sindaco di Leanza fu, insomma, una sorta di "coupe de theatre". Nel 1993 fu coinvolto in un'inchiesta su presunti tangenti per la concessione di un finanziamento per i lavori di costruzione dell'area artigianale di Villafranca Tirrena. In quel periodo era deputato regionale del Psi e si rese irreperibile fuggendo all'est, pare, in Bulgaria, da dove fece arrivare una lettera con la quale minacciava di suicidarsi il giorno del proprio compleanno, perché si riteneva un perseguitato dalla giustizia. Non si suicidò: attese una sentenza della Cassazione che annullò il mandato di cattura e poi tornò in Italia e in Sicilia. Dove, tra l’altro, potè riscuotere i suoi stipendi arretrati di parlamentare, un tempo latitante. [Marco Benanti]



Venerdì 26 Marzo 2004

Domani l'incontro con il prefetto

Leanza conclude la sua protesta

Lunedì riferirà in Giunta

Nel pomeriggio di oggi il sindaco di Bronte, Turi Leanza, ha concluso la sua singolare protesta, abbandonando il palazzo municipale dentro il quale ha vissuto ininterrottamente per sette giorni. Queste le dichiarazioni rilasciate: «Prendo atto con soddisfazione che di fronte al disorientamento ed allo sconcerto dell'opinione pubblica locale sia maturata la consapevolezza che non è più rinviabile la eliminazione di alcune situazioni ambientati divenute ormai insostenibili ed il ripristino sul territorio di condizioni di normalità democratica.
La esortazione pronunziata dalle Confederazioni Sindacali Unitarie CGIL - CISL - UIL  di intensificare l'azione di prevenzione e di repressione a difesa della legalità e dell'ordine pubblico coincide con la esigenza da tempo avvertita nella comunità locale che venga stimolata una più efficace azione di prevenzione e di controllo delle sempre più crescenti attività illegali presenti sul territorio, così come in modo visibile è avvenuto in questi giorni nella Città di Bronte da parte dell'Arma dei Carabinieri.
Ringrazio le forze politiche del centro sinistra brontese ed i componenti della Giunta Municipale che mi hanno espresso una convinta solidarietà politica oltre che umana. Ritengo che siano venute meno le giuste ragioni della mia singolare protesta per cui mi recherò a rendere visita a S.E. il Prefetto Dott.ssa Anna Maria Cancellieri Peluso in modo da riferire alla Giunta Municipale convocata per lunedì 29 marzo p. v. sulla sua visita istituzionale. Prenderò contatto anche con l'Arcivescovo di Catania Mons. Salvatore Gristina per concordare la data e le modalità della sua preannunciata visita nella Casa Comunale per incontrare la Giunta ed il Consiglio Comunale».


Sabato 27 marzo 2004

Leanza non protesta più

Il sindaco della cittadina del pistacchio, Turi Leanza, che da oltre una settimana si era barricato all'interno della Casa Comunale per sensibilizzare l'opinione pubblica ed il mondo politico istituzionale su un presunto "caso Bronte", ha interrotto la protesta ed è finalmente uscito dal Municipio, fra la soddisfazione dei più stretti collaboratori e di numerosi cittadini che hanno seguito con il fiato sospeso l'eclatante gesto dell'amministratore locale, negli anni '80 già vice presidente della Regione Siciliana. Leanza aveva chiesto una riunione del comitato per la sicurezza pubblica a Bronte, cittadina nella quale agirebbe un comitato d'affari sotterraneo capace di intimidire, spiare e condizionare in maniera pesante la vita democratica delle istituzioni. Dopo aver invocato con forza la riunione al prefetto di Catania, che ricordiamo non ha ritenuto necessaria la convocazione della stessa, pur incontrando gli amministratori di Bronte e preannunziando una visita in città, Leanza ha raggiunto lo scopo: ha fatto puntare i riflettori dell'opinione pubblica e dei media sulla situazione locale, sparando anche alcune bordate contro pezzi e apparati dello stato. Il sindaco ha denunciato infatti l'ex comandante della polizia municipale e l'attuale comandante della stazione dell'Arma, rivolgendo accuse specifiche e gravi che adesso andranno sostenute in sede giudiziaria. E mentre per il già comandante dei vigili urbani sarebbe scattata la procedura per il licenziamento, per altre situazioni in itinere Leanza continua a sostenere che bisogna rimuovere cause di incompatibilità ambientali che potrebbero pregiudicare il normale andamento del paese. Sibillino, ma non troppo: il riferimento sarebbe al comandante dei carabinieri.

«Prendo atto - scrive Leanza nell'ultimo comunicato da " eremita" volontario - con soddisfazione che di fronte al disorientamento ed allo sconcerto dell'opinione pubblica locale sia maturata la consapevolezza che non è più rinviabile l'eliminazione di alcune situazioni ambientali divenute ormai insostenibili ed il ripristino sul territorio di condizioni di normalità democratica. Ringrazio le forze politiche del centro sinistra brontese ed i componenti della giunta che mi hanno espresso una convinta solidarietà politica oltre che umana. Ritengo che siano venute meno le giuste ragioni della mia singolare protesta per cui mi recherò a rendere visita al prefetto Anna Maria Cancellieri Peluso, in modo da riferire alla giunta convocata per il prossimo lunedì. Prenderò contatto anche con l'Arcivescovo di Catania, mons. Salvatore Gristina per concordare la data e le modalità della sua preannunciata visita nella casa comunale». [Marcello Proietto. Gazzetta del Sud]


27 marzo 2004

Turi Leanza esce dal Municipio, dove si era barricato dopo il rifiuto del prefetto di intervenire in una situazione che considerava pericolosa. E lancia pesanti accuse

Il sindaco conclude la protesta

«Contro di me pure un golpe clericale»

Alle 14 di ieri Leanza ha concluso la sua protesta, uscendo dal comune nel quale si era barricato chiedendo l’intervento del prefetto Cancellieri in una situazione che ritiene “pericolosa” sotto il profilo dell’ordine pubblico. Ma il primo cittadino ha ribadito che “è stato sventato un tentativo di golpe comunale politico, amministrativo, ecclesiastico e con deviazioni investigative. Ero stato accusato di reati così infamanti per cui dovevo essere arrestato, ecco perchè ho detto resto nella sede comunale”. E il complotto secondo Turi Leanza sarebbe stato tirato su per “evitare lo scioglimento del consiglio comunale”. “Sappiano i miei cittadini - ha detto ancora - che in questa settimana è stato sventato, qui a Bronte, un tentativo di golpe, e golpe significa colpo di stato perché si voleva stravolgere quello che è stato il voto democratico che due anni fa ha portato alla carica di sindaco la mia persona, il tutto è avvenuto perché questo non è stato digerito ancora da chi tira le file di questo paese”.

”anche il clero in quest’occasione ha dimostrato di essere di parte - ha detto Leanza -. Io non sono andato alla processione a Borgonuovo è stata completamente trascurata la mia presenza. Ho dovuto anche telefonare al segretario del vescovo per dire che anche quello è un modo di delegittimare che già si sapeva che a Bronte sarebbe venuto il vescovo il 14 maggio e che il sindaco non sapeva nulla. Il vescovo verrà il 29 giugno perché non può coincidere una visita del vescovo con l’apertura di una campagna elettorale. O sono degno di rappresentare la città che mi ha i voti o altrimenti qualcuno venga qui ad arrestarmi. Uscirò da qua quando con chiarezza le accuse e le cose che io ho detto vengano considerate tali e non strumentali”.
Domani a mezzogiorno Leanza incontrerà il prefetto dopo aver partecipato alla riunione del consiglio d’amministrazione dell’Ato rifiuti “Ionia Ambiente” per l’elezione del consiglio d’amministrazione. [Luigi Putrino, Giornale di Sicilia]



27 Marzo 2004

Bronte, il sindaco Salvatore Leanza oggi dal prefetto

Il sindaco di Bronte, dott. Salvatore Leanza, ha deciso di porre fine alla sua protesta uscendo dal Palazzo municipale dopo 7 giorni di permanenza per convincere il Prefetto di Catania a recarsi a Bronte. Il primo cittadino in questi giorni ha raccolto la solidarietà umana degli assessori Reale e Costanzo, che con i consiglieri Lupo e Di Francesco hanno ribadito come la vicenda fosse una personale iniziativa del sindaco. E, soprattutto, la piena solidarietà umana e politica delle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil e di tutti i partiti che compongono il centrosinistra. «Ringrazio le forze politiche del centrosinistra brontese - dice Leanza - e i componenti della Giunta municipale che mi hanno espresso una convinta solidarietà politica oltre che umana. Ritengo siano venute meno le giuste ragioni della mia singolare protesta per cui mi recherò a rendere visita al Prefetto per riferire alla Giunta Municipale convocata per lunedì prossimo».
Il prefetto riceverà il sindaco oggi alle 12, mentre lunedì la Giunta servirà anche per verificare effettuare una valutazione della situazione politica ed amministrativa. L'avv. Giuseppe Fumari, capogruppo alla Provincia di Italia dei Valori, ha espresso solidarietà a Leanza. [Fonte La Sicilia]

 
, Giovedì 25 marzo 2004

SESTO GIORNO AL COMUNE IN ATTESA DEL PREFETTO

Il sindaco Leanza non molla

In attesa del Prefetto, che dovrebbe arrivare in visita nei prossimi giorni, a Bronte si respira clima di guerra istituzionale ormai dichiarata apertamente. Il sindaco Leanza, che l'altro ieri aveva diffuso una nota nella quale muoveva rilievi al già comandante della Polizia Municipale ed all'attuale comandante della stazione dell'Arma, oggi cerca, e in parte trova, consolazione nel mondo politico, restando blindato in comune. La sensazione è che Leanza abbia davvero paura a farsi vedere fuori dal comune e che tema per la propria incolumità: forse, ma è solo una supposizione, si è riservato una parte di verità che illustrerà solo a chi di dovere e che servirà a spiegare il perché di tanta preoccupazione. Ma tutto questo non avverrà, almeno per ora, a Bronte: perché dopo le dichiarazioni di questi giorni, lo scontro istituzionale è altissimo. Presupposti che potrebbero far muovere la commissione antimafia. Il sindaco comunque dal suo ponte di comando, in Municipio, rassicura tutti, continuando però a mandare segnali ed avvertimenti sibillini, con quel linguaggio al quale ci ha ormai abituato.

«Esprimo soddisfazione per la presa di coscienza delle istituzioni e per la solidarietà umana che in modo caloroso mi viene espressa dalla cittadinanza - scrive Leanza in una breve nota inviata al Prefetto - ma penso che un allentamento della tensione popolare potrebbe ridare vitalità a chi, in maniera sottile ma dannosa per la comunità cittadina, ha leso l'immagine del sindaco e dell'amministrazione comunale».

Intanto il primo cittadino ha ringraziato i sindaci di alcuni paesi vicini che gli hanno manifestato solidarietà, fra questi il collega di Maniace, le categorie produttive, il presidente del consiglio comunale, Aldo Catania, l'europarlamentare Claudio Fava e l'on. Enzo Bianco, presidente del Copaco, comitato parlamentare di controllo sui servizi di informazione e sicurezza. L'intervento di Bianco, confermerebbe che in questa vicenda che a tratti assume risvolti tipici di una spy storia, potrebbero esserci elementi da chiarire. Ma se da una parte il mondo politico e sindacale regionale e nazionale "conforta" il sindaco eremita, dall'altra bisogna registrare una iniziativa, tutta paesana, che ha polarizzato l'attenzione generale.
Intanto il vice sindaco Francesca Reale, l'assessore alla Sanità Antonino Costanzo e due consiglieri comunali che sostengono l'attuale giunta, Tommaso Lupo, eletto nella lista "veri forzisti" (uomo di assoluta fiducia del deputato regionale Franco Catania, "mollato" da Forza Italia per problemi interni e per aver sostenuto proprio il candidato Leanza alle scorse elezioni contro il parere del partito), ed Ernesto Di Francesco, eletto nei "socialisti riformisti" e subentrato in consiglio al posto di Salvatore Pizzuto, cominciano a puntualizzare e non esitano a bollare l'iniziativa del sindaco come "personale". Insomma, solidarietà personale al sindaco, ma l'avvertimento è del tipo «facciamo presto a chiudere la storia prima che diventi ingestibile». Come se non fosse ormai esplosa.



25 marzo 2004

LA MAGGIORANZA. PARTE RICHIAMO ALL'UNITA'

E ora il gruppo di Catania chiede prudenza a Leanza

«Dopo la personale iniziativa del sindaco, che nel bene o nel male ha intrapreso uno scontro dalle imprevedibili conseguenze, si passi alla fase di normalizzazione». Il gruppo politico che fa capo all'onorevole Franco Catania la pensa così e chiede pure tempestivi chiarimenti a Turi Leanza. Il vice sindaco Francesca Reale, insieme all'assessore Antonino Costano e ai consiglieri comunali Tommaso Lupo e Ernesto Di Francesco, ieri mattina hanno ribadito la propria solidarietà umana al sindaco Turi Leanza, ma «ritengono opportuno procedere rapidamente verso la normalizzazione dell'attuale emergenza politica istituzionale che è portatrice di danno morale e amministrativo alla comunità di Bronte».

Nella lettera, a firma dei due assessori e dei consiglieri, inoltre è precisato: «Auspichiamo il ripristino di un clima di serenità, assolutamente irrinunciabile per la necessaria cooperazione tra le Istituzioni dello Stato. Riteniamo, nelle more di un tempestivo chiarimento, che la vicenda debba essere circoscritta ad una personale iniziativa del Sindaco Leanza che, nel bene o nel male, ha intrapreso uno scontro dalle imprevedibili conseguenze. Sentiamo doveroso - hanno concluso - assumere un atteggiamento di prudenza come atto di responsabilità politica e Istituzionale nei confronti della cittadinanza». [L. Pu., Giornale di Sicilia]


25 Marzo 2004

Il sindaco ringrazia il prefetto
«L'aspetto, io resto in Comune»

Scrive al prefetto di Catania, dottoressa Anna Maria Cancellieri, il sindaco di Bronte, dott. Salvatore Leanza, per ringraziarla delle attenzioni rivolte nei confronti del «Caso Bronte», che vede il sindaco da 6 giorni rimanere in Comune senza allontanarsi, ma nella missiva il primo cittadino conferma la sua protesta in attesa della visita a Bronte del prefetto. «Esprimo soddisfazione - scrive il sindaco in una nota - per la presa di coscienza delle istituzioni e per la solidarietà umana che in modo caloroso mi viene espressa dalla cittadinanza. Ritengo però che un allentamento della tensione popolare potrebbe ridare vitalità a chi, in maniera sottile ma dannosa per la comunità cittadina, ha leso l'immagine del sindaco e dell'amministrazione comunale».

Leanza ha pure ringraziato per i messaggi ricevuti i colleghi sindaci di Maniace, Emilio Conti e di Randazzo, prof. Salvatore Agati, le organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl, Uil e le Rsu comunali, la Confederazione Italiana Agricoltori, il presidente del Consiglio Comunale Aldo Catania, l'europarlamentare Claudio Fava e l'ex ministro degli Interni on. Enzo Bianco attuale presidente del Copaco per l'impegno che quest'ultimo ha assunto a salvaguardia della legalità nel corso di una manifestazione politica tenutasi in Bronte il 21 maggio 2003.
Ci è giunta anche la nota delle segreterie comunali di CGIL CISL e UIL. Mavica, Triscari e Luca, infatti, hanno espresso al primo cittadino la propria solidarietà. [La Sicilia]

Mercoledì, 24 Marzo 2004

LA VICENDA DEVE ESSERE «CIRCOSCRITTA AD UNA PERSONALE INIZIATIVA DEL SINDACO»

Una parte della Giunta prende le distanze da Leanza: solo solidarietà umana

«Opportuno procedere rapidamente verso la normalizzazione dell'attuale emergenza»

Mentre continua la clamorosa protesta di Turi Leanza, il vice sindaco Francesca Reale, l'assessore alla Sanità Antonino Costanzo e due consiglieri comunali che sostengono l'attuale Giunta, Tommaso Lupo, eletto nella lista "Veri Forzisti", ed Ernesto Di Francesco, eletto nei "socialisti Riformisti" e subentrato in Consiglio al posto di Salvatore Pizzuto, cominciano a puntualizzare ed a "prendere le distanze", sconfessando in parte l'«eclatante azione dimostrativa» del sindaco.
Scrivono, infatti, in una nota diffusa in tutti i circoli e nelle strade nel pomeriggio di ieri (23 marzo):

«A seguito degli incresciosi fatti di questi ultimi giorni che hanno investito l'attenzione dell'opinione pubblica e dei mass media sul conflitto istituzionale tra importanti apparati dello Stato a Bronte, nel prendere atto delle articolate dichiarazioni del Sindaco Leanza e del grave disagio personale da Lui manifestato in relazione alla complessa vicenda sociale e amministrativa denunciata, nonché della eclatante azione dimostrativa portata avanti con straordinaria perseveranza, gli scriventi Assessori Francesca Reale e Antonino Costanzo, i Consiglieri Comunali Tommaso Lupo ed Ernesto Di Francesco, nel ribadire la solidarietà umana al Sindaco Leanza, anche a nome della componente politica a cui fanno riferimento, ritengono opportuno procedere rapidamente verso la normalizzazione dell'attuale emergenza politica istituzionale che è portatrice di danno morale e amministrativo alla comunità di Bronte;
auspicano il ripristino di un clima di serenità assolutamente irrinunciabile per la necessaria cooperazione tra le Istituzioni dello Stato; ritengono, nelle more di un tempestivo chiarimento, che la vicenda debba essere circoscritta ad una personale iniziativa del Sindaco Leanza che nel bene o nel male ha intrapreso uno scontro dalle imprevedibili conseguenze; sentono doveroso assumere un atteggiamento di prudenza come atto di responsabilità politica e Istituzionale nei confronti della cittadinanza e confermano la volontà di operare, come del resto è stato fin dall'inizio, per il sostegno dell'azione amministrativa del Sindaco sulla base del programma condiviso e seriamente finalizzato alla crescita sociale ed economica della Società Civile di Bronte».



24 marzo 2004

NELLE DENUNCE DEL SINDACO ANCHE IL COMANDANTE DEI VIGILI URBANI E IL MARESCIALLO

Leanza alza il tiro

Un “puparo” dietro le intimidazioni? Visita del prefetto

Annunciato duplice colpo nel "caso Bronte": il prefetto di Catania, infatti, Anna Maria Cancellieri Peluso ha preannunciato una visita ma non ritiene necessario convocare una riunione del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica, come chiede da tempo il primo cittadino, Turi Leanza, da sabato scorso asserragliato nel suo ufficio per protestare contro la mancata convocazione dell'organismo. Alla base di tutto, secondo Leanza, minacce dalla criminalità, intercettazioni, microspie e apparati deviati. Insomma, gli elementi giusti per un romanzo di Ken Follett tutto provincialissimo con uno scenario abbastanza circoscritto. «La situazione - ha detto il prefetto di Catania Anna Maria Cancellieri Peluso - è sotto controllo. Non c'è motivo di convocare una riunione del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica».

Insomma, secondo il rappresentante dello Stato a Catania, le questioni sollevate dal primo cittadino di Bronte (una lettera riservata sarebbe stata trafugata dagli uffici comunali, minacce, intimidazioni e tentativi di inserimento di non meglio specificati soggetti locali, e non, nel dinamico tessuto economico brontese), sono al vaglio della magistratura. Una decisione, quella del Prefetto, presa nel corso della riunione a Palazzo Minoriti dove a colloquio non si è presentato il sindaco, ma l'assessore alla trasparenza e legalità, Alfio Cozzumbo. Quest'ultimo, secondo indiscrezioni avrebbe consegnato un dossier sul "caso Bronte". «Ringrazio il Prefetto - scrive Leanza in un comunicato - per aver accolto l'invito a visitare in funzione istituzionale Bronte», e ancora: «continuerò a rimanere nella sede municipale fino a quando il prefetto non verrà». Il sindaco Leanza, che ha ricevuto numerosi attestati di stima, continua la normale attività amministrativa incontrando numerosi cittadini che gli esprimono solidarietà ed auspica che al più presto l'autorità giudiziaria faccia piena luce sui fatti denunziati, non soltanto nei giorni scorsi, (ma anche il7 ottobre, il 18 e il 27 ottobre e l'11 Dicembre 2003). Non consentirò che continui la sottile delegittimazione della mia azione personale, amministrativa e politica. Sono quantomeno strane - aggiunge Leanza - alcune coincidenze temporali, come quella dell'affissione sui muri cittadini di un manifesto denigratorio dell'attività dell'amministrazione comunale apparso nel corso dello svolgimento della sagra del pistacchio di fine settembre 2003; così come la mancata presa d'atto da parte dei consiglieri comunali della Casa delle Libertà del rendiconto di gestione del bilancio 2002, approvato con successivo provvedimento del commissario ad acta del 27 novembre 2003, cui è seguita la bocciatura da parte della maggioranza del consiglio comunale, nella seduta del 30 novembre 2003, degli adempimenti di riequilibrio e di assestamento del bilancio comunale 2003».
Poi, il secondo colpo di scena che svela, finalmente, tutta la vicenda. Il sindaco ha disposto infatti che siano avviate le procedure amministrative per l'immediata sospensione dal servizio del dipendente Salvatore Tirendi, comandante della Polizia Municipale, procedure propedeutiche alla procedura di licenziamento. L'affondo toccherebbe un punto nevralgico della vita istituzionale e cioè l'Arma dei Carabinieri. Turi Leanza - si apprende sempre dal comunicato stampa a sua firma - ha infatti dato mandato per il recupero dell'importo di un contributo erogato a favore della Etna Al. Com. s.r.l., con sede legale a Bronte ed avente finalità di lucro, i cui soci sono congiunti di un maresciallo, comandante della locale Stazione carabinieri. Lo scontro istituzionale è ora ai massimi livelli e sembra essere scoppiata una guerra di tutti contro tutti: sullo sfondo, per alcuni osservatori, l'opera sotterranea di qualche "puparo" che, agitando spettri e lanciando accuse degne della migliore stagione del corvo tenta la rivincita [Marcello Proietto, Gazzetta del Sud]



24 marzo 2004

Il sindaco barricato

RESTERA' CHIUSO IN MUNICIPIO FINO ALLA VISITA DI ANNAMARIA CANCELLIERI

Leanza aspetta il prefetto e silura Tirendi

Il sindaco Turi Leanza fa sul serio. Resterà barricato nella sua stanza in Municipio fino a quando non riceverà la visita del prefetto Annamaria Cancellieri. E ha avviato le procedure per la sospensione dal servizio di Salvatore Tirendi «a causa del suo malfatto». Sarebbero il comandante dei vigili urbani e il comandante della stazione dei carabinieri Giovanni Guarnera, a suo giudizio, ad aver fatto sparire dei documenti riservati e compromettenti. Atti nei quali, sostiene Leanza, si farebbe riferimento alla «Etna Al. Com s.r.l.» (ditta di produzione e commercializzazione di prodotti di pistacchio), di proprietà di due fratelli del maresciallo Guarnaccia. Da qui, sarebbero iniziati una serie di atti di delegittimazione, che adesso il primo cittadino ha deciso di denunciare: «Non consentirò - scrive Leanza in una nota - che continui la sottile delegittimazione della mia azione personale, amministrativa e politica» ( ….) [Vi. R., Giornale di Sicilia]


24 Marzo 2004

IL «CASO BRONTE», IL SINDACO CONTINUA L’OCCUPAZIONE

Leanza: «Resterò fin quando non verrà il prefetto»

Il caso Bronte è sotto il controllo del Prefetto di Catania e della Magistratura. Sono le assicurazioni che l'assessore comunale Alfio Cuzzumbo ha ricevuto dal Prefetto di Catania e che in una nota lo stesso Leanza riporta, ringraziando la dottoressa Anna Maria Cancellieri Peluso per l'interessamento. La protesta però continua. Il sindaco, infatti, dichiara di rimanere all'interno del Comune fino a quando il prefetto non si recherà a Bronte. Sguardo stanco ma estremamente determinato continua a lavorare e a portare avanti il programma politico amministrativo. Accanto a lui la Giunta, i consiglieri comunali che gli sono vicino e tanta gente che lo sostiene.

«Ringrazio il Prefetto di Catania - scrive il sindaco - per aver accolto l'invito a visitare in funzione istituzionale la Città di Bronte e per avere dato assicurazione all'assessore comunale alla Trasparenza e Legalità, avv. Alfio Cuzzumbo che la situazione è sottocontrollo e non c'è alcun motivo di convocare una riunione del comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica e che le questioni da me sollevate sono al vaglio della Magistratura. Io - conclude - continuerò a rimanere nella sede municipale fino a quando il Prefetto non verrà a Bronte». Leanza, dunque continua nella sua singolare protesta all'interno del Municipio dove ha ricevuto numerosi attestati di stima e solidarietà da numerosi cittadini, cui si sono aggiunti le Rsu comunali che hanno pure le trattative contrattuali e dai sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil. «Auspico - afferma Lenza - che al più presto l'Autorità giudiziaria faccia luce sui fatti denunziati, non solo nei giorni scorsi». Lenza poi avverte: «Non consentirò che continui la sottile delegittimazione della mia azione personale, amministrativa e politica». Insomma, nonostante l'intervento del Prefetto a Bronte l'atmosfera rimane esplosiva. Leanza è giunto oggi, infatti, al 5° giorno consecutivo di protesta e non intende assolutamente mollare fino a quando la dottoressa Cancellieri non verrà a Bronte di persona. [La Sicilia

Il Comunicato stampa diramato dal Palazzo Municipale:

Martedì, 23 Marzo 2004

COMUNICATO STAMPA DEL SINDACO LEANZA

"Ringrazio il Prefetto di Catania S.E. Dott.ssa Anna Maria Cancellieri Peluso per aver accolto l'invito a visitare in funzione istituzionale la Città di Bronte e per avere dato assicurazioni all'Assessore comunale alla trasparenza e legalità Avv. Alfio Cuzzumbo che «la situazione è sottocontrollo e non c'è motivo di convocare una riunione del comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica e che le questioni da me sollevate sono al vaglio della magistratura», io continuerò a rimanere nella sede municipale fino a quando il Prefetto non verrà a Bronte".
Il Sindaco Leanza, che ha ricevuto numerosi attestati di stima, continua la normale attività amministrativa incontrando numerosi cittadini che gli esprimono solidarietà ed auspica che al più presto l'Autorità Giudiziaria faccia piena luce sui fatti denunziati non soltanto nei giorni scorsi ma anche nelle precedenti denunzie presentate all'Autorità Giudiziaria il 07 Ottobre, il 18 ottobre 2003, il 27 ottobre 2003 e l'11 Dicembre 2003. "Non consentirò che continui la sottile delegittimazione della mia azione personale, amministrativa e politica. Sono quantomeno strane alcune coincidenze temporali, come quella dell'affissione sui muri cittadini di un manifesto denigratorio dell'attività dell'Amministrazione Comunale apparso nel corso dello svolgimento della Sagra del Pistacchio di fine settembre 2003; così come la mancata presa d'atto da parte dei Consiglieri Comunali della Casa delle Libertà del Rendiconto di gestione del bilancio 2002, approvato con successivo provvedimento del Commissario ad acta del 27 novembre 2003, cui è seguita la bocciatura da parte della maggioranza del Consiglio Comunale, nella seduta del 30 novembre 2003, degli adempimenti di riequilibrio e di assestamento del bilancio comunale 2003".
Il Sindaco ha intanto disposto che siano avviate le procedure amministrative per la immediata sospensione dal servizio del dipendente Salvatore Tirendi propedeutiche alla procedura di licenziamento, nonché al recupero dell'importo di un contributo erogato a favore della Etna Al. Com. s.r.l., con sede legale in Bronte ed avente finalità di lucro, i cui soci sono congiunti del Comandante della locale Stazione Carabinieri.
I competenti uffici comunali avevano espresso parere favorevole con la stessa disinvoltura amministrativa con la quale si era operato nella gestione del contenzioso legale amministrativo prima della istituzione dell'Ufficio Legale Comunale.
Bronte, lì 23/03/2004 - Il Sindaco, Dott. Salvatore Leanza



23 marzo 2004

ANCORA BARRICATO IN COMUNE

IL SINDACO PUNTA IL DITO SUL COMANDANTE DEI VIGILI URBANI E CHIEDE LA RIMOZIONE DEL MARESCIALLO GUARNERA: «HANNO FATTO SPARIRE DOCUMENTI …»

Bronte, Leanza racconta le sue verità

«Ecco chi mi vuole delegittimare»

È un fiume in piena il sindaco di Bronte. Dal suo ufficio del Municipio dove si è barricato da venerdì sera in attesa che si tenga nel centro etneo un vertice di pubblica sicurezza alla presenza del Prefetto, Turi Leanza accusa il comandante dei vigili urbani, Salvatore Tirendi, di aver attratto i documenti segreti riguardanti le sue denuncie alla magistratura a seguito degli "oscuri episodi" verificatisi nella notte tra il 3 e il 4 ottobre quando al ritorno a Catania fu suo malgrado 'scortato' da una vettura con targa risultata contraffatta. E proprio ieri il sindaco ha firmato un'ordinanza con la quale richiede 'avvio delle procedure per l'immediata sospensione dal servizio del dipendente Salvatore Tirendi, propedeutiche alla procedura di licenziamento. Ma non finisce qui. Il sindaco ha anche dichiarato che chiederà la rimozione dall'incarico di comandante della locale stazione dei Carabinieri del maresciallo Giovanni Guarnera per incompatibilità ambientale. Secondo Leanza, Tirendi e Guarnera sarebbero dunque rispettivamente “la talpa” e “l’autorevole regista” protagonisti della sparizione dei documenti riservati. Documenti nei quali. come ha dichiarato Leanza, si farebbe riferimento a una ditta di produzione e commercializzazione di prodotti al pistacchio di proprietà di due fratelli del maresciallo Guarnaccia che avrebbero operato non pagando i fornitori e non emettendo fatture commerciali. Da qui, sempre secondo il sindaco, una serie di atti di delegittimazione personale ad opera dello stesso maresciallo. «L'incompatibilità ambientale - dichiara il sindaco - esiste con confronti chi nello svolgere delicate funzioni è obbligato a non condizionare, sia pure dal punto di vista psicologico, i rappresentanti istituzionali e le categorie economiche in relazione alle attività private svolte dai propri congiunti».

«Non ho alcuna dichiarazione da rilasciare - ha affermato il maresciallo Guarnera raggiunto telefonicamente per una replica - mi sento tranquillo, toccherà alla magistratura fare luce su tutto». Irraggiungibile telefonicamente l'ex comandante dei vigili urbani, Tirendi.
Intanto ieri mattina a Palazzo Minoriti l'assessore alla trasparenza e legalità, Alfio Cuzzumbo, ha incontrato il prefetto Maria Cancellieri alla quale ha consegnato un dossier sul 'caso Bronte'. «Il prefetto - fa sapere Leanza - si è impegnato a venire a Bronte per incontrarmi entro tre giorni. Io uscirò dal mio ufficio solo dopo di lei». [Enzo Rossi, Giornale diSicilia]


23 Marzo 2004

Le denunce del sindaco Leanza al vaglio dei magistrati

Il prefetto in visita a Bronte senza riunione del Comitato

Il prefetto Anna Maria Cancellieri Peluso ha preannunciato una sua visita a Bronte ma non ritiene necessario convocare una riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, come chiede il sindaco del paese, Turi Leanza, da sabato scorso chiuso nel suo ufficio per protestare contro la mancata convocazione del comitato sostenendo di aver ricevuto minacce dalla criminalità. «La situazione - ha detto il prefetto - è sotto controllo. Non c'è motivo di convocare una riunione del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica». Il prefetto ha rilevato che le questioni sollevate dal primo cittadino li Bronte (una lettera riservata sarebbe stata trafugata dagli uffici comunali), sono al vaglio della magistratura. La data della visita a Bronte, per incontrare istituzioni e società civile, non è stata ancora fissata. La decisione è stata adottata dal prefetto ieri mattina durante un incontro con l’assessore alla Trasparenza e legalità del Comune di Bronte, Cozzumbo, mandato da Leanza in sua rappresentanza.

2007: Leanza condannato a 4 mesi per diffamazione


Lunedì 22 marzo 2004

Il sindaco Leanza resta barricato

«Non vado dal prefetto»

Oggi in Prefettura andrà l’assessore alla Legalità Cuzzumbo per consegnare un dossier sul centro etneo

Non torna indietro il sindaco di Bronte Salvatore Leanza, anzi rilancia. Insieme alla sua Giunta è intenzionato a rimanere in ufficio in Comune fino a quando in paese non si terrà un comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica. Per questo motivo, oggi alle 12, dal prefetto di Catania, che lo aveva convocato già prima dell'inizio della protesta, ci andrà l'assessore comunale alla Legalità, Alfio Cuzzumbo, che consegnerà un dossier sul "caso Bronte". Intanto sabato, in tarda serata il sindaco Leanza ha consegnato una nuova denuncia ai carabinieri facendo i nomi delle persone che avrebbero sottratto dagli uffici comunali un documento riservato contenente dichiarazioni che lo stesso aveva rilasciato alla magistratura.

In una nota firmata dal vicesindaco Francesca Reale, Leanza, infatti, prima ringrazia l'Arma dei Carabinieri per l'azione svolta nello scorso mese di febbraio contro la malavita della zona, poi comunica di aver denunziato all'Autorità giudiziaria i presunti responsabili della scomparsa del plico contenente «atti riservati del sindaco» relativi all'oscuro episodio accadutogli nella notte tra il 3 e 4 ottobre 2003, e che erano stati consegnati in funzione fiduciaria ed istituzionale all'ex comandante della polizia municipale, trasferito ad altro ufficio per incompatibilità ambientale nei confronti degli appartenenti al Corpo. Il sindaco comunque fa capire che c'è dell'altro: «L'incompatibilità ambientale - continua - esiste a Bronte anche nei confronti di chi nello svolgere delicate funzioni è obbligato ad operare in modo da non condizionare, sia pure dal punto di vista psicologico, i rappresentanti Istituzionali e le categorie economiche in relazione alle attività private svolte dai propri congiunti». Insomma in questo momento Bronte sembra una polveriera pronta a scoppiare. Intanto dalla sua stanza Leanza ha raccolto la solidarietà del presidente dell'Associazione dei Comuni di Bronte, Maletto e Maniace, nonché del sindaco di Maletto, Giuseppe De Luca, degli on. Gianni Villari, Salvo Raiti, Franco Catania, dei cinque consiglieri comunali e delle rappresentanze politiche che lo sostengono. [Fonte La Sicilia]



22 Marzo 2004

CONTINUA LA CLAMOROSA PROTESTA DEL SINDACO LEANZA

Resta barricato in Comune

Ora è pure “avvisato” per truffa e falso ideologico

Con il sindaco della cittadina, Turi Leanza, già vicepresidente della Regione Siciliana negli anni '80, ci sono in pianta stabile almeno quattro persone: a turno, infatti, due vigili urbani e due assessori affiancano il primo cittadino che da oltre 72 ore si è barricato a Palazzo di Città. Si è chiuso a chiave nella sua stanza, in Municipio e ha annunciato che non uscirà fino a quando non sarà convocato un vertice per l'ordine e la sicurezza pubblica su Bronte. Un vertice che chiede ormai da quasi un anno e che non è mai arrivato. Il prefetto di Catania, Annamaria Cancellieri Peluso, incontrerà stamani nella sede di Palazzo Minoriti l'assessore alla trasparenza, Alfio Cuzzumbo che consegnerà un "dossier" sul caso Bronte: lui, Leanza non si muove fino a quando non si svolgerà il vertice. Il sindaco si sente delegittimato, poco creduto e, forse, un po' snobbato da chi avrebbe il dovere istituzionale al- meno di starlo a sentire. Con la paura, sempre dietro l'angolo, che timori e dubbi possano sfociare nella certezza: quella di un primo cittadino nel mirino di oscure manovre.

«Non mi muovo - ci dice il primo cittadino - fino a quando tutto non sarà chiarito». Ieri intanto, la svolta, con la notizia diffusa dai media regionali di un avviso di garanzia che lo stesso Leanza avrebbe ricevuto tre giorni addietro per i reati di truffa e falso ideologico. Alla base del provvedimento una vicenda legata al trasferimento dell'ex comandante dei vigili urbani, per presunta incompatibilità ambientale. Ma non è la sola novità che emerge nelle ultime ore. Nei giorni scorsi il primo cittadino aveva disposto che fosse staccato un collegamento internet «che qualcuno - dice - utilizzava dal comune per entrare nei siti pornografici».

L'unica traccia del caso è contenuta in una lettera riservata, scritta martedì scorso, nella quale Leanza parla di Bronte come di un paese sul quale incombe appunto una piovra. Frasi sibilline e mezzi discorsi che certo non aiutano a rasserenare il clima velenosissimo che si è creato; anche a seguito di un furto strano avvenuto negli uffici del comando polizia municipale: a prendere il volo, proprio un plico contenente una denuncia secretata dall'Autorità giudiziaria nella quale Leanza spiegava alcune oscure vicende amministrative.
Le accuse ora sono ben precise: Leanza indica alcune (a suo dire) "talpe" facendo nomi e cognomi in una denuncia presentata ieri mattina. Denunce, controdenunce ed una situazione esplosiva, con una guerra istituzionale che, certamente, non fa bene al paese.

«Nella città incombe una piovra tanto sottile quanto dannosa per la comunità». Questo un passaggio eloquente di una lettera inviata dallo stesso sindaco al Capo dello Stato, alla Commissione nazionale Antimafia ed alle forze dell'ordine. «Non è tanto il tentativo di delegittimazione personale e politica che mi preoccupa - dichiara Leanza - quanto la sottovalutazione di fatti ed episodi denunziati in numerose occasioni alle competenti Autorità, alle quali da oltre un anno sollecito affinché a Bronte si tenga una riunione sulla sicurezza civica». Ieri Leanza non ha lasciato gli uffici e ha trascorso la domenica in Comune, raggiunto da numerose attestazioni di solidarietà e deciso a non mollare e andare fino in fondo nella ricerca di verità nascoste che possano diradare la cortina di nebbia creatasi. In effetti la vita amministrava della giunta di Bronte già nell'ottobre scorso è stata particolarmente scossa. Il Sindaco, infatti, è rimasto (pare su consiglio dell’allora prefetto Di Pace) nella sua abitazione di Catania per diversi giorni temendo per l'incolumità sua e della sua famiglia. [Marcello Proietto]

  Il Comunicato stampa diramato oggi dal Palazzo Municipale:

Domenica, 21 Marzo 2004

COMUNICATO STAMPA

Il Sindaco Leanza ha concordato con il Prefetto di Catania Dott.ssa Cancellieri che all'incontro di domani lunedì 22 marzo alle ore 12,00 andrà l'assessore comunale alla Legalità e Trasparenza Avv. Alfio Cuzzumbo, il quale illustrerà le motivazioni, tutt'ora valide e ribadite in numerose occasioni pubbliche, comprese le tre relazioni semestrali presentate dal Sindaco in Consiglio Comunale, sulla necessità che si svolga a Bronte un vertice sull’ordine pubblico richiesto dall'Amministrazione Comunale sin dal 15 aprile 2003. Il Sindaco, che ha ringraziato l'Arma dei Carabinieri per l'azione svolta nello scorso mese di febbraio contro la criminalità organizzata della zona, ha denunziato ieri all'Autorità giudiziaria i presunti responsabili della scomparsa del plico contenente "atti riservati del Sindaco" relativi all'oscuro episodio accadutogli nella notte tra il 3 e 4 ottobre 2003, e che erano stati consegnati in funzione fiduciaria ed istituzionale all'ex Comandante della Polizia Municipale trasferito ad altro ufficio per incompatibilità ambientale nei confronti degli appartenenti al Corpo.
Il Sindaco Leanza, al quale è stata espressa solidarietà dagli on. Gianni Villari, Salvo Raiti, Franco Catania, dai cinque consiglieri comunali e dalle rappresentanze politiche che lo sostengono, ha dichiarato che "la incompatibilità ambientale esiste a Bronte anche nei confronti di chi nello svolgere delicate funzioni è obbligato ad operare in modo da non condizionare, sia pure dal punto di vista psicologico, i rappresentanti istituzionali e le categorie economiche in relazione alle attività private svolte dai propri congiunti". (Il vice sindaco, Francesca Reale)


  

Venerdì 19 Marzo 2004

«Nella Città di Bronte incombe una piovra tanto sottile quanto dannosa per la comunità»

Leanza «occupa» il palazzo comunale

Barricato nel Municipio chiede un vertice sull’ordine pubblico

Un altro comunicato stampa, questa volta a firma dell’assessore alla Legalità e Trasparenza Alfio Cuzzumbo, per un'altro evento imprevedibile e quasi paradossale che, questa volta però, denota uno stato di profondo malessere, di insicurezza e pericolo. Turi Leanza, il sindaco del Comune di Bronte, si è barricato, dal pomeriggio di venerdì, nel palazzo municipale dal quale dichiara che non si allontanerà fino a quando non si svolgerà a Bronte un vertice sull’ordine pubblico. Smarrimento ed interrogativi si incrociano fra la gente del paese. Battute salaci e cenni di solidarietà.

Ognuno dà una propria versione, pro o contro, ma tutti concordano sui momenti oscuri, convulsi e agitati che, mai come oggi, sta attraversando la vita politica brontese. «Nella Città di Bronte incombe una piovra tanto sottile quanto dannosa per la comunità».

La frase è contenuta in una lettera riservata inviata il 16 marzo scorso dal Sindaco al Presidente della Repubblica, al Ministro degli Interni, alla Commissione Nazionale Antimafia, al Prefetto di Catania, alla Procura della Repubblica di Catania, alla Compagnia Carabinieri di Randazzo ed alla Brigata Guardia di Finanza di Bronte. Lo stesso Leanza, venerdì sera, ha convocato d'urgenza la Giunta Municipale in seduta permanente decidendo che non si allontanerà dalla sede municipale fin quando non si svolgerà a Bronte un vertice sull'ordine pubblico. Ha pernottato nei locali del municipio e nella mattinata di sabato non si è fatto vedere nemmeno al Castello Nelson dove doveva presiedere il convegno organizzato per la presentazione dei lavori dello stage post laurea che quattro giovani laureati all'Università «La Sapienza» di Roma hanno svolto in questi mesi a Bronte.

«Non è tanto il tentativo di delegittimazione personale e politica che mi preoccupa - dichiara il Sindaco - quanto la sottovalutazione di fatti ed episodi denunziati in numerose occasioni alle competenti Autorità, alle quali da oltre un anno sollecito che a Bronte si tenga una riunione sulla sicurezza civica, la cui necessità è avvertita anche da tutta la cittadinanza a seguito degli arresti per criminalità organizzata avvenuti a Bronte nello scorso mese di febbraio».

In effetti qualcosa ancora non abbastanza nota ma sicuramente inquietante deve essere accaduta perché la necessità di una “riunione a Bronte sulla sicurezza civica” è stata da alcuni mesi un pallino di Leanza.

Nei suoi manifesti ha parlato sempre di «potenziamento dell'ordine pubblico in relazione anche agli arresti avvenuti nello scorso mese di febbraio»; ultimamente ha anche chiesto ai suoi concittadini “solidarietà umana, e dal giugno 2003 ripetutamente ha scritto al Prefetto di Catania e ad altre autorità istituzionali chiedendo «lo svolgimento a Bronte di un vertice sull'ordine pubblico e sulla sicurezza al fine di stimolare una maggiore presenza dello Stato per una più efficace azione di prevenzione e controllo delle attività illegali presenti sul territorio». Nell’ottobre 2003 poi gli “oscuri episodi”, minacce o intimidazioni, a detta di Leanza «certamente riconducibili all'attività politico-amministrativa intrapresa dopo l'insediamento della nuova Amministrazione comunale avvenuta il 17 giugno 2002», che sono stati resi noti e denunciati con tre distinte denunzie all'Arma dei Carabinieri di Catania. Il Prefetto sembra ora aver finalmente accolto il “grido” del Sindaco di Bronte. Nel comunicato diramato oggi si legge, infatti, che “la Giunta municipale nell'esprimere solidarietà al Sindaco ringrazia Sua Eccellenza il Prefetto di Catania Anna Maria Cancellieri Peluso che ha comunicato la disponibilità a incontrare il Sindaco lunedì 23 marzo alle ore 12,00”. (Nella foto a destra il sindaco Turi Leanza con l'assessore alla legalità e trasparenza Cuzzumbo)

 Domenica 21 Marzo 2004 (in prima pagina)

Denunciati gravi episodi mafiosi

Il sindaco di Bronte si barrica nel Comune

Si è chiuso a chiave nella sua stanza, in Municipio, ed ha annunciato che non uscirà fino a quando non sarà convocato un vertice per l'ordine e la sicurezza pubblica su Bronte. E' la singolare protesta attuata dal sindaco Salvatore Leanza, ex vice presidente della Regione Siciliana, che si è barricato in Comune. Il prefetto di Catania, Annamaria Cancellieri Peluso, ha già annunciato la disponibilità ad incontrarlo domani a Palazzo Minoriti. «Nella Città di Bronte incombe una piovra tanto sottile quanto dannosa per la comunità» ha scritto Leanza in una lettera che il 16 marzo scorso ha inviato anche al Capo dello Stato e al ministro degli Interni.

Protesta di Salvatore Leanza che sollecita la Convocazione del comitato per l’ordine pubblico

Il sindaco “occupa” il Comune

Denunciati furto di verbali “secretati”, intimidazioni e una sorta di “isolamento”

Talpe, microspie, intercettazioni e minacce. Quanto basta per far scoppiare un velenosissimo "caso Bronte". E nel mirino il sindaco Salvatore Leanza, primo cittadino di Bronte, che non usa più mezze parole e conferma con una serie di azioni di essere bersaglio mobile di "giochi sporchi". Nei mesi scorsi intimidazioni e minacce, con successivo allontanamento del sindaco dal Palazzo Comunale e istituzioni di misure di tutela.

Poi, una serie di arresti a Bronte e hinterland nebroideo per associazione mafiosa ed altri reati. Infine, la ripresa delle intimidazioni col furto, avvenuto nel locale comando di polizia municipale, di alcuni documenti secretati attraverso i quali lo stessm Marzoo sindaco ripercorreva alcune tappe della intricata vicenda. Ma stavolta il sindaco non si ritira sull'Aventino e resta in Comune, blindato con tutta la giunta.

Ieri sera una riunione d'urgenza dei più stretti collaboratori e la decisione di Leanza di occupare Palazzo di Città e restarci fino a quando le istituzioni competenti (prefettura, magistratura e forze dell'ordine) non interverranno con determinazione.
Secondo alcune testimonianze raccolte ieri mattina in città, il sindaco si sentirebbe isolato, forse un po snobbato dalle istituzioni e dalle forze dell'ordine alle quali si è più volte rivolto ma senza apparente successo.
Insomma, nei suoi confronti un atteggiamento di sufficienza che non aiuta ad accendere i riflettori su quello che è ormai il "caso Bronte". Che incida in questa sorta di presunto isolamento la storia umana e politica dell'attuale sindaco della cittadina del pistacchio, politico di vecchio corso e saltato agli onori delle cronache negli anni passati per una vicenda giudiziaria dai risvolti kafkiani?
Intanto è mistero fitto sulla scomparsa di alcuni documenti dagli uffici del Comando di Polizia municipale, ubicati nello stesso Palazzo di Città.
Nei mesi scorsi era già stata presentata una denuncia per una forzatura della porta, mentre ieri l'amministrazione comunale ha informato i militari dell'arma della sparizione di documenti di una certa importanza e riservatezza.

In particolare, avrebbe preso il volo un plico contenente, come sottolinea il primo cittadino in una nota, "atti riservati del sindaco di cui si era discusso in una seduta di Giunta il 6 novembre scorso alla presenza del responsabile della Polizia Municipale, al quale erano stati preceden­temente affidati dal sindaco in funzione fiduciaria ed istituzionale». «Gli atti riservati - sì legge in una nota - contenevano anche le dichiarazioni "secretate" rese dal primo cittadino all'autorità giudiziaria in relazione dell'oscuro episodio accadutogli nella notte tra il3 ed il4 ottobre 2003». Un episodio ancora avvolto nel mistero e sul quale si è scatenata una ridda di voci e di ipotesi che tengono ancora banco nell'opinione pubblica.

Secondo Leanza a Bronte ci sarebbe una talpa ed un occulto regista: insomma, un manipolo di guastatori che oltre ad avere un disegno ben preciso potrebbe contare sull'elemento sorpresa, in quanto capace di acquisire documenti interni e riservati. Una bella grana che ora rischia di coinvolgere quanti pur a conoscenza di alcuni fatti di Bronte, potrebbero finora aver dato poca importanza agli stessi. Intanto da quasi 48 ore Leanza è letteralmente "barricato" in Comune, deciso ad andare sino in fondo e rompere questo pseudo muro di gomma che si è creato attorno alla sua persona e, complessivamente, alla vicenda. «Nella Città di Bronte - si legge in una nota stampa a firma dell'assessore comunale alla legalità e trasparenza, Alfio Cuzzumbo - incombe una piovra tanto sottile quanto dannosa per la comunità. La frase è contenuta in una lettera riservata che il 16 marzo scorso è stata scritta al Presidente della Repubblica, al Ministro degli Interni, alla commissione nazionale antimafia, alla Prefettura ed alla Procura di Catania, ai Carabinieri della Compagnia di Randazzo ed alla Brigata della Guardia di Finanza di Bronte dal sindaco che ieri ha convocato d'urgenza la giunta in seduta permanente decidendo che non si allontanerà dalla sede, fin quando non si svolgerà in città un vertice sull'ordine pubblico.

«Non è tanto il tentativo di delegittimazione personale e politica che mi preoccupa - commenta il primo cittadino - quanto la sottovalutazione di fatti ed episodi denunziati in numerose occasioni alle competenti autorità, alle quali da oltre un anno sollecito a Bronte si tenga una riunione sulla sicurezza civica, la cui necessità è avvertita anche da tutta la cittadinanza». La giunta municipale, nell'esprimere solidarietà al capo dell'amministrazione, ha ringraziato il Prefetto di Catania, Anna Maria Cancellieri che ha comunicato la disponibilità ad incontrare il sindaco di Bronte già domattina. [Marcello Proietto, Gazzetta del Sud]

21 marzo 2004 (pagine regionali)

Il sindaco si «barrica in Comune
Chiedo da tempo un vertice sul crimine»

Salvatore Leanza: «piovra strisciante, istituzioni assenti»

Si è «barricato» in municipio minacciando di restarci per molto tempo. Ma non si tratta di un disoccupato, o di un manifestante. Ma del sindaco di Bronte, Salvatore Leanza. Il primo cittadino si è chiuso a chiave nella sua stanza e ha annunciato che non uscirà fino a quando sarà convocato un vertice per l'ordine e la sicurezza pubblica su Bronte. Il prefetto di Catania, Annamaria Cancellieri Peluso, già dalla scorsa settimana gli aveva fissato un appuntamento per domani a Palazzo Minoriti. Ma lui non recede. La sera prima della clamorosa protesta Leanza aveva aperto la porta del suo studio convocando in seduta permanente la giunta. Poi infine ha deciso di «barricarsi» contro l'immobilismo delle istituzioni.

«Con me ci saranno sempre - annuncia - un assessore e due vigili urbani. Fino a quando il comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica non sarà convocato qui, nel municipio di Bronte a discutere dei problemi di criminalità». Il sindaco ha spiegato che dietro la sua clamorosa protesta «c'è di mezzo la criminalità organizzata». Leanza sarebbe stato minacciato alcune sere fa, quando una vettura con a bordo persone sospette lo ha affiancato mentre stava facendo ritorno a casa. «Non posso parlare - spiega - la vicenda è coperta da segreto istruttorio: ci sono delle delicate inchieste in corso».
Nonostante l'intervento della magistratura il sindaco conferma di «non sentirsi sicuro». Nei giorni scorsi aveva disposto che fosse staccato un collegamento Internet in Comune, «che qualcuno - dice - utilizzava per entrare nei siti pornografici». L'unica traccia del «movente» è contenuta in una lettera riservata, scritta martedì scorso, nella quale Leanza parla di Bronte come un paese sul quale «incombe una piovra tanto sottile quanto dannosa per la comunità». Una missiva-denuncia che ha inviato al presidente della Repubblica, al ministro degli Interni, alla Commissione nazionale antimafia, al Prefetto e alla Procura di Catania, ai carabinieri e alla guardia di finanza. «Non è tanto il tentativo di delegittimazione personale e politica che mi preoccupa - ha spiegato - quanto la sottovalutazione di fatti ed episodi denunziati in numerose occasioni alle competenti autorità, alle quali da oltre un anno sollecito una riunione a Bronte sulla sicurezza civica, la cui necessità è avvertita da tutta la cittadinanza, dopo gli arresti per criminalità organizzata avvenuti a Bronte lo scorso febbraio». (Fonte La Sicilia)

21 marzo 2004 (pagine regionali)

Singolare protesta di Turi Leanza

«Su Bronte incombe la piovra»
Il sindaco si barrica al Comune

Si è chiuso a chiave nella sua stanza, in municipio, ed ha annunciato che non uscirà fino a quando non sarà convocato un vertice per l'ordine e la sicurezza su Bronte. E la protesta del sindaco Turi Leanza, ex vicepresidente della Regione. Il prefetto di Catania, Annamaria Cancellieri Peluso, ha già dato disponibilità ad incontrarlo domani. «Su Bronte incombe una piovra tanto sottile quanto dannosa per la comunità» ha scritto Leanza in una lettera riservata che il 16 marzo scorso ha inviato tra gli altri al presidente Ciampi e al ministro Pisanu. «Non è tanto il tentativo di delegittimazione personale e politica che mi preoccupa - dice il sindaco - quanto la sottovalutazione di fatti ed episodi denunziati in numerose occasioni, alle quali da oltre un anno sollecito che a Bronte si tenga una riunione sulla sicurezza civica, la cui necessità è avvertita anche da tutta la cittadinanza a seguito degli arresti per criminalità organizzata avvenuti a Bronte a febbraio».


Plateale iniziativa di Leanza che da venerdì è in Comune e ha scritto pure al presidente Ciampi denunciando «tentativi di delegittimazione» e «una piovra sottile che incombe sulla città»

Bronte, il sindaco si «barrica» in giunta e chiede un vertice per l'ordine pubblico

Un'aria pesante grava come una cappa sul palazzo comunale di Bronte, dove da venerdì il Sindaco Turi Leanza ha deciso di fermarsi in una sorta di 'occupazione permanente' i cui motivi vengono spiegati in una lettera inviata alle autorità, Presidente della Repubblica e Ministro degli Interni in testa; chiedendo a gran voce «un vertice sull'ordine pubblico a Bronte», e lasciando intendere «complotti con tentativi di delegittimazione personale e politica». E si profila pure una seduta urgente del consiglio comunale.
«Nella città di Bronte incombe una piovra tanto sottile quanto dannosa per la comunità», scrive nel suo comunicato l'assessore alla legalità e trasparenza Alfio Cuzzumbo, dando notizia delle decisioni di Leanza. E specifica: «La frase è contenuta in una lettera riservata che il 16 marzo scorso è stata scritta al Presidente della Repubblica, al Ministro degli Interni, alla Commissione Nazionale Antimafia, al Prefetto di Catania, alla Procura della Repubblica di Catania, alla Compagnia Carabinieri di Randazzo ed alla Brigata Guardia di Finanza di Bronte dal sindaco Leanza, che il 19 marzo - continua Cuzzumbo - ha convocato d'urgenza la giunta municipale in seduta permanente, decidendo che non si allontanerà dalla sede municipale fin quando non si svolgerà a Bronte un vertice sull'ordine pubblico».

Leanza attende ora un atto del prefetto alla luce di questa sua iniziativa, giacché la dottoressa Anna Maria Peluso gli aveva fissato un appuntamento, per domani a mezzogiorno. Incontro al quale il sindaco non parteciperà in prima persona, facendo intervenire gli assessori quali rappresentanti.

Sempre dalla nota pervenuta si apprendono le ragioni che hanno spinto il primo cittadino a questo gesto: «Non è tanto il tentativo di delegittimazione personale e politica che mi preoccupa - dichiara Leanza - quanto la sottovalutazione di fatti ed episodi denunziati in numerose occasioni alle competenti Autorità, alle quali da oltre un anno sollecito che a Bronte si tenga una riunione sulla sicurezza civica, la cui necessità è avvertita anche da tutta la cittadinanza a seguito degli arresti per criminalità organizzata, avvenuti a Bronte nello scorso mese di febbraio». Nulla ha voluto aggiungere il primo cittadino dal suo ufficio del palazzo comunale, per cui restano al momento da approfondire i «tentativi di delegittimazione personale e politica», i «fatti e gli episodi sottovalutati», nonché il contenuto, al momento ignoto, della lettera riservata spedita anche al Capo dello Stato. [Luigi Putrino]

21 Marzo 2004

Il sindaco di Bronte si barrica in municipio

Si è chiuso a chiave nella sua stanza, in Municipio, e ha annunciato che non uscirà fino a quando non sarà convocato un vertice per l’ordine e la sicurezza pubblica su Bronte.  E’ la singolare protesta attuata dal sindaco Salvatore Leanza, ex vicepresidente della Regione Siciliana negli anni ottanta, che si barricato in Comune. Il prefetto di Catania, Annamaria Cancellieri Peluso, già dalla scorsa settimana gli aveva fissato un appuntamento per domani a Palazzo Minoriti. Ma lui non recede, anche se in serata ha modificato la protesta: ha aperto la porta e ha convocato in seduta permanente la giunta nel suo ufficio. «Con me ci saranno sempre - annuncia - un assessore e due vigili urbani. Fino a quando il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica non sarà convocato qui, nel municipio». Il sindaco finora non ha chiarito ufficialmente il motivo della sua protesta. Contattato telefonicamente si è lasciato sfuggire che «c’è di mezzo la criminalità organizzata».

Leanza sarebbe stato minacciato alcune sere fa, quando una vettura con a bordo persone sospette lo ha affiancato mentre stava facendo ritorno a casa. «Non posso parlare - spiega Leanza - tutta la vicenda è coperta da segreto istruttorio: ci sono delle delicate inchieste in corso». Nonostante l’intervento della magistratura il sindaco conferma di «non sentirsi sicuro». Nei giorni scorsi aveva disposto che fosse staccato un collegamento Internet in Comune, «che qualcuno - dice -utilizzava per entrare nei siti pornografici».
L’unica traccia del «movente» è contenuta in una lettera riservata, inviata al Capo dello Stato, al ministro Pisanu, al Prefetto, alla Procura e alle forze dell’ordine - nella quale Leanza parla di Bronte come un paese sul quale «incombe una piovra tanto sottile quanto dannosa per la comunità».

, 21 marzo 2004

Sindaco da 2 notti “barricato” in Municipio

Salvatore Leanza non uscirà fin quando le autorità non convocheranno un summit sulla sicurezza nel Comune

Sono già due le notti che Salvatore Leanza, sindaco di Bronte, trascorre nella sua stanza del Palazzo municipale per convincere le autorità competenti che nella Città del Pistacchio c'è bisogno di un urgente vertice sulla sicurezza. Venerdì sera infatti il sindaco ha riunito d'urgenza la sua Giunta prendendo la decisione di non allontanarsi dalla sede municipale fin quando non si svolgerà a Bronte la riunione sull'ordine pubblico. La Giunta, permanentemente convocata, è rimasta al fianco del primo cittadino esprimendogli la massima solidarietà, e l'assessore alla Legalità e alla Trasparenza, avv. Alfio Cozzumbo, ha firmato una nota riportando una frase particolarmente forte contenuta in una lettera riservata che il 16 marzo Leanza inviò al Presidente della Repubblica, al Ministro degli Interni, alla Commissione Nazionale Antimafia, al Prefetto di Catania, alla Procura della Repubblica di Catania, alla Compagnia Carabinieri di Randazzo e alla Brigata Guardia di Finanza di Bronte: «A Bronte incombe una piovra tanto sottile quanto dannosa per la comunità».

«Non è tanto il tentativo di delegittimazione personale e politica che mi preoccupa - dichiara Leanza - quanto la sottovalutazione di fatti ed episodi denunziati in numerose occasioni alle competenti autorità, alle quali da oltre un anno sollecito affinché a Bronte si tenga una riunione sulla sicurezza civica, la cui necessità è avvertita anche da tutta la cittadinanza a seguito degli arresti per criminalità organizzata avvenuti a Bronte in febbraio». In effetti la vita amministrava della Giunta nell'ottobre scorso è stata agitata. Il sindaco è rimasto nella sua abitazione di Catania per giorni temendo per l'incolumità sua e della sua famiglia, allarmato da un episodio accaduto nella notte tra il 3 ed il 4 ottobre 2003.
Dopo una lunga serata di lavoro in Comune con i suoi assessori protrattasi fino a notte fonda, infatti, durante il viaggio di ritorno a casa due vetture hanno bloccato la sua auto impedendogli per alcuni minuti di proseguire. Per il sindaco un avvertimento chiaro che lo stesso ha denunciato alle autorità giudiziarie, ma ancora nulla è emerso. Il Prefetto di Catania, dott.ssa Anna Maria Cancellieri Peluso ha già comunicato la disponibilità a incontrare Leanza domani alle 12, ma il sindaco per adesso intende rimanere in Comune chiedendo luce sui fatti accaduti. Solidarietà al sindaco Leanza è giunta dalla locale sezione dei Verdi. [L.S.]

20 Marzo 2004

dal comando dei vigili urbani

Rubati documenti, un vero «giallo»

E mistero a Bronte sulla scomparsa di alcuni documenti dal Comando della Polizia municipale. Ieri mattina l'Amministrazione comunale di Bronte ha presentato una serie di documenti all'Arma dei Carabinieri affinché si indaghi sulla scomparsa di alcuni atti, ricordando che già alcuni mesi fa è stata presentata una denuncia su una forzatura della porta del Comando della Polizia municipale.

«E' auspicabile - ha dichiarato il sindaco dott. Salvatore Leanza - che vengano individuati i responsabili della forzatura della porta d'ingresso del Comando della Polizia Municipale e dei cassetti della scrivania». Mancherebbe un plico contenente, come sottolinea il primo cittadino in una nota, «atti riservati del sindaco di cui si era discusso in una seduta della Giunta municipale il 6 novembre del 2003 alla presenza del responsabile della Polizia Municipale, al quale erano stati precedentemente affidati dal sindaco in funzione fiduciaria ed istituzionale». «Gli atti riservati - si continua a leggere nella nota - contenevano anche le dichiarazioni "secretate” rese dal primo cittadino all'Autorità Giudiziaria in relazione dell'oscuro episodio accadutogli nella notte tra il 3 ed il 4 ottobre 2003». II sindaco Leanza quindi che ha già comunicato di aver chiesto l'intervento del Prefetto in quanto i suoi uffici sarebbero spiati, conclude la nota sottolineando: «E' auspicabile che, così come la "talpa" televisiva, si scopra al più presto chi è l'anonima "talpa" brontese e l'autorevole regista».
Su quanto accaduto stanno indagando i carabinieri della Stazione e della compagnia di Randazzo. [La Sicilia]


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